Area Urbana
Cosenza: Emilia Corea nominata Garante dei detenuti, l’avvocato Penna «passo storico»
La dott.ssa Corea assume il ruolo di garante dei detenuti istituito per la prima volta in città. L’Avv. Chiara Penna sottolinea l’importanza della nomina per la tutela dei diritti e della dignità delle persone detenute

COSENZA – L’Avvocato Chiara Penna, Consigliere comunale e Presidente della Commissione Legalità del Comune di Cosenza, comunica che con decreto del Sindaco Franz Caruso è stata nominata la Dott.ssa Emilia Corea quale nuova Garante dei detenuti del Comune di Cosenza.
Emilia Corea, la prima garante dei detenuti a Cosenza
«Questa nomina rappresenta un passaggio di grande valore istituzionale e civile – dichiara l’Avv. Penna – perché la figura del Garante dei detenuti non era mai stata realmente istituita nella nostra città. È stata l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso a introdurre concretamente questo ruolo, colmando un vuoto che Cosenza non poteva più permettersi».
Penna evidenzia come l’istituzione del Garante sia stata una delle priorità fin dall’inizio del suo mandato: «È stata una delle prime cose che ho ritenuto necessario fare. Non era pensabile che una città come Cosenza fosse ancora priva di una figura così importante, prevista per legge e fondamentale per la tutela dei diritti e della dignità delle persone detenute».
«Insieme al sindaco Franz Caruso – prosegue – da consigliere comunale, Presidente della Commissione Legalità e avvocato penalista, ho ritenuto indispensabile avviare e portare avanti questo percorso. All’interno dello Statuto comunale la figura del Garante era già prevista, ma mancava il regolamento attuativo, senza il quale non era possibile renderla operativa. Per questo motivo abbiamo lavorato in Commissione Legalità alla stesura e definizione del regolamento, arrivando finalmente alla concreta istituzione del Garante dei detenuti nel Comune di Cosenza».
La Dott.ssa Emilia Corea subentra al precedente incaricato, il Dott. Terranova, che ha rinunciato per sopraggiunti impegni professionali a Roma incompatibili con il ruolo. Dopo un periodo di vacanza dell’incarico, la nomina consente oggi di ripristinare pienamente questa funzione. «La Dott.ssa Corea svolgerà l’incarico assolutamente a titolo gratuito – conclude l’Avv. Penna – e rappresenterà un presidio essenziale di legalità, attenzione e tutela dei diritti. A lei rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro».
Corea «vigilerò sui diritti delle persone private della libertà»
“Ho accettato la nomina di Garante Comunale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale. Si tratta di un incarico (assolutamente gratuito) che mi darà, finalmente, la possibilità di entrare nei luoghi di restrizione o limitazione della libertà delle persone, per verificare che non vi siano trattamenti inumani e degradanti, tortura, restrizioni arbitrarie e che vengano rispettati dignità, diritti fondamentali, salute fisica e psichica”. Così la dottoressa Corea ha commentato la sua nomina sui social.
“Da domani, e per i prossimi due anni, potrò entrare liberamente – e senza autorizzazione preventiva – in tutti i luoghi del Comune di Cosenza in cui vi siano persone private o limitate nella libertà, tra cui istituti penitenziari, camere di sicurezza della Questura o dei Carabinieri, SPDC, comunità terapeutiche chiuse, strutture sanitarie con TSO, centri di accoglienza per migranti“.
“Questo incarico significa per me stare dove i diritti rischiano di essere più fragili, nei luoghi in cui le persone subiscono restrizioni, isolamento, marginalizzazione, perdita di voce. Significa entrare fisicamente in quei luoghi, guardarli, attraversarli, ascoltare chi li vive, portare fuori ciò che troppo spesso resta nascosto. Intendo quindi esercitare pienamente il diritto di accesso a tutti i luoghi in cui le persone sono private o limitate nella libertà personale, senza eccezioni, senza timidezze, senza deleghe improprie”.
“Nessuno spazio di possibile compressione dei diritti voglio che rimanga opaco o invisibile. Sarò una voce scomoda lì dove la libertà viene compressa, lì intendo esercitare fino in fondo questo mandato. Nel mio piccolo farò tutto ciò che è nelle mie possibilità e oltre, perché non ci sia mai più – in questa città – un altro Uccello morto in una struttura psichiatrica, né altre vite fragili lasciate sole, abbandonate o invisibili. Mi auguro, inoltre, di essere un punto di riferimento per le famiglie dei detenuti e delle persone affette da disturbi psichiatrici. Lo devo a Salvatore, a chi soffre dietro le sbarre o dentro a un letto di contenzione, con un’attenzione particolare ai fratelli migranti, spesso i più dimenticati”.



















Social