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Gli rubano i documenti e diventa truffatore a sua insaputa condannato a 6 mesi. Assolto pensionato 76enne
Un 76enne finito sotto processo a Cosenza e condannato per una truffa assicurativa mai compiuta. L’avvocato ha smontato il decreto penale di condanna dimostrando il furto d’identità dopo il borseggio dei documenti e il Giudice lo assolve

COSENZA – Truffatore a sua insaputa, condannato a 6 mesi e fortunatamente assolto grazie al meticoloso lavoro del suo avvocato, l’avvocato Mario Alberelli del Foro di Cosenza. Il furto d’identità rappresenta un incubo per tre italiani su cinque, ma la vicenda vissuta da un pensionato romano di 76 anni aveva assunto contorni davvero incredibili. L’uomo, incensurato e residente nella capitale, si era ritrovato condannato dal Tribunale di Cosenza per una truffa mai commessa, orchestrata da ignoti che avevano utilizzato i suoi documenti rubati a bordo della linea B della metropolitana di Roma l’11 giugno del 2022 alla stazione Termini.

Truffa Polizza RCA e la condanna a 6 mesi dal Tribunale di Cosenza
Tutto ha inizio quando all’anziano viene notificato un decreto penale di condanna emesso dal GIP di Cosenza. Senza mai essere stato interrogato, l’uomo si è ritrovato sulle spalle una pena di 6 mesi di reclusione, convertiti in una multa di 4.600 euro.
L’accusa? Secondo la Procura di Cosenza, il 76enne si sarebbe finto un operatore di una nota agenzia assicurativa online, incassando un bonifico di 429,16 euro per una polizza RCA mai consegnata a una vittima residente in Calabria.
Le indagini difensive: il “puzzle” del furto d’identità
A ribaltare una sentenza che sembrava già scritta è stato l’intervento dell’avvocato Alberelli. Attraverso una scrupolosa attività investigativa, il legale ha smontato pezzo dopo pezzo l’ipotesi accusatoria, portando alla luce un sofisticato sistema di contraffazione a cominciare dal numero telefonico usato per la truffa: era stato attivato in un Internet Point di Forcella (Napoli) e intestato a un cittadino pakistano, non all’imputato.
Il conto corrente on-line, il falso documento e la denuncia dimenticata
Successivamente era stato aperto, all’insaputa dell’anziano, un conto corrente bancario on-line utilizzando la sua vera tessera sanitaria (rubata in metro) e una carta d’identità contraffatta. Il falso documento: L’avvocato ha dimostrato, producendo la relativa documentazione, che la carta d’identità utilizzata per la truffa riportava un numero di serie che il Comune di Taranto ha certificato di non aver mai rilasciato. Inoltre la carta d’identità riportava anche un indirizzo di residenza mai appartenuto all’uomo.
Un punto critico dell’accusa poggiava sul fatto che, agli atti della Procura, non risultasse alcuna denuncia di furto dei documenti da parte dell’imputato. Tuttavia, il difensore ha depositato la querela sporta dall’anziano oltre un anno prima della truffa. Il furto era avvenuto sulla metro B, nel tratto tra Roma Termini e Eur Palasport.
Truffatore a sua insaputa: l’assoluzione con formula piena
Il Giudice del Tribunale di Cosenza in composizione monocratica, il Dott. Claudio Tricò, preso atto delle prove documentali, ha riconosciuto la totale estraneità dell’anziano ai fatti. Nella sentenza è stato stabilito che il reato è stato commesso da un soggetto ignoto che ha sfruttato il nome e i dati personali dell’imputato a sua insaputa dopo il furto nella metro di Roma. Accogliendo pienamente la tesi dell’avvocato Alberelli, il Giudice ha assolto il pensionato perché il fatto non è stato commesso da lui, ponendo fine a un incubo giudiziario durato anni.



















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