Calabria
A rischio l'utilizzo
Fondi europei al palo, l’allarme della Uil «spesa ferma al 12%, la Calabria è al 9%»
A dicembre 2025 certificati solo 8,9 miliardi su oltre 72 miliardi di fondi europei. La Calabria si ferma al 9%. Veronese: “Così si rischia una corsa finale inefficiente, serve accelerare subito”

ROMA – A più di tre anni dall’avvio della programmazione 2021-2027, l’Italia procede a rilento nell’utilizzo dei fondi europei. A dicembre 2025, secondo un monitoraggio della Uil sui dati del Dipartimento per le Politiche di Coesione, la spesa effettivamente certificata alla Commissione europea si ferma al 12,2%, pari a 8,9 miliardi di euro su una dotazione complessiva di 72,9 miliardi.
Fondi europei, forti ritardi nel Mezzogiorno e in Calabria
Un dato che il sindacato definisce preoccupante, perché segnala un impiego ancora molto limitato di risorse decisive per lo sviluppo del Paese e per la riduzione dei divari sociali, territoriali e occupazionali. «A più di tre anni dall’avvio della programmazione 2021-2027, si registra un andamento lento nell’impiego effettivo di importanti risorse europee», si legge nella nota del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil.

Analizzando nel dettaglio i Programmi nazionali, gestiti dalle amministrazioni centrali dello Stato, emerge che su una dotazione di 24,9 miliardi di euro la spesa certificata è pari al 13,1%, cioè 3,3 miliardi. Il Programma nazionale Ricerca e competitività registra un avanzamento del 16,7%, seguito dal Pn Giovani, donne e lavoro con il 15,6% e dal Pn Metro Plus e Città Medie Sud con il 15,2%. Molto più indietro il Pn per la Giusta Transizione, fermo all’1,8%, e il Pn Scuola e competenze, che non supera il 4,8%.
Il quadro della programmazione regionale
Su una dotazione complessiva di 47,9 miliardi di euro, la spesa certificata ammonta a 5,6 miliardi, pari all’11,7%. Tra le Regioni più avanti figurano Friuli-Venezia Giulia con il 22,4%, Liguria con il 21,9% e Piemonte con il 20,7%. Emilia-Romagna e Veneto si attestano al 17%. In forte ritardo, invece, diverse regioni del Mezzogiorno: la Sicilia ha certificato solo il 7,3% della spesa, la Campania l’8,5%, Puglia e Abruzzo l’8,7%, mentre la Calabria si ferma al 9%.
«Alla luce di questi dati è indispensabile mettere in moto tutti i processi funzionali ad assicurare velocità, qualità della spesa e “addizionalità” delle risorse, data anche la recente revisione dei Programmi», ha commentato Ivana Veronese. La sindacalista ha sottolineato che «aver centrato il target europeo di certificazione della spesa non basta: si tratta di un obiettivo minimo e di breve periodo».
Secondo la Uil, il rischio concreto è quello di concentrare l’utilizzo dei fondi a ridosso delle scadenze finali, compromettendo l’efficacia degli interventi. «A questo ritmo, rischiamo di dover impiegare gran parte dei fondi a ridosso delle prossime scadenze, con gravi ricadute sull’efficienza e la buona riuscita della messa a terra dei progetti», ha aggiunto Veronese, chiedendo al governo l’apertura di un tavolo di confronto per «mettere a punto provvedimenti di accelerazione della spesa, concentrando le risorse su pochi, ma strategici obiettivi».


















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