Calabria
NUOVA PROGRAMMAZIONE
Maltempo in Calabria, il monito dei sindacati: «Territorio fragile, necessarie prevenzione e cura»
I sindacati lanciano un monito chiaro ed incisivo. Il territorio calabrese ha mostrato con chiarezza tutte le sue fragilità e per questo serve “una nuova grande stagione di cura, di lotta al dissesto idrogeologico, di manutenzione ordinaria e straordinaria”

COSENZA – Il giorno dopo i disagi ed i tanti danni causati dal maltempo che si è abbattuto nuovamente sulla Calabria, i sindacati lanciano un monito chiaro ed incisivo. Il territorio calabrese ha mostrato con chiarezza tutte le sue fragilità e per questo serve “una nuova grande stagione di cura, di lotta al dissesto idrogeologico, di manutenzione ordinaria e straordinaria” il messaggio di Giuseppe Lavia, segretario generale CISL Calabria.
“Servono certamente risorse. – precisa – Ma occorre ripensare tutto: i modelli di intervento, gli strumenti, la pianificazione urbanistica, la gestione dei sistemi forestali, le modalità di ricostruzione delle opere, perché la natura prima o poi si riprende ciò che è suo. I ritardi accumulati negli anni ci dicono che il modello stesso del Commissario straordinario Unico per il dissesto idrogeologico va ripensato”.
“I Commissariamenti alle nostre latitudine non portano granché. Opere finanziate e non realizzate nell’ultimo decennio avrebbero certamente aiutato ad evitare esondazioni e danni. – continua – Così come sull’erosione costiera, diversi interventi passano da anni, da una programmazione all’altra, impantanati fra mille pastoie burocratiche. E la linea ferroviaria tirrenica, mentre sogniamo l’alta velocità, rischia di essere inghiottita in alcuni tratti, con il concreto pericolo di un ulteriore, drammatico, isolamento”.

I danni provocati dal maltempo (foto Facebook Comune di Bisignano)
“Fermarsi per programmare”
“È arrivato il momento di fermarsi, programmare e realizzare. È tempo che tutte le Istituzioni lavorino insieme, per un comune senso di responsabilità. È giunta l’ora di operare scelte urbanistiche sostenibili. I tempi sono maturi per una nuova stagione di mitigazione del rischio, di interventi di messa in sicurezza del territorio. Non solo opere di difesa idraulica, ma rafforzamento di quel presidio umano che oggi non c’è più, con una forestazione senza uomini che necessita, adesso più che mai, di un rilancio su prevenzione e protezione”.
“Una forestazione moderna e multifunzionale, con un turn over che non può più essere rinviato, perché quanto avviene a valle, dipende anche da quello che non avviene più a monte. Affinché la Calabria non ritorni “sfasciume pendulo sul mare”, con un abbandono delle aree interne che genera conseguenze nefaste. Perché l’unica certezza che abbiamo è che gli eventi estremi saranno sempre meno estremi e sempre più normali”.
Maltempo, il monito dei sindacati in provincia di Cosenza
Sulla stessa linea anche le sigle sindacali che operano nella provincia di Cosenza, una delle zone più colpite nella giornata di ieri. Sono il Segretario Generale della UST CISL Cosenza, Michele Sapia, che insieme ai Segretari della FAI CISL Cosenza, Antonio Pisani, e della FIT CISL Cosenza, Antonio Domanico esprimono preoccupazione per quanto successo.
“Le condizioni di allerta meteo che stanno interessando in questi due giorni la provincia di Cosenza, aggravate dagli effetti del ciclone Nils, ripropongono con forza il tema della fragilità del nostro territorio e della necessità di una strategia strutturale di prevenzione e viabilità sicura”.
“I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti fenomeni estremi che, in una provincia vasta e prevalentemente collinare e montuosa come quella di Cosenza, – dicono – producono effetti rilevanti: frane e smottamenti, isolamento di comunità, gravi disservizi alla viabilità e alle infrastrutture ferroviarie, ma anche pesanti ripercussioni sul comparto agricolo“.

“La viabilità resta fortemente compromessa, con chiusure di diversi tratti di strade statali e disagi lungo l’A2 del Mediterraneo. Ogni interruzione della viabilità, ogni cedimento infrastrutturale e ogni evento che mette in crisi il sistema produttivo e molte aziende rischiano di accentuare la marginalizzazione delle aree interne, già segnate da spopolamento e difficoltà strutturali”.
“È necessario – sostengono i sindacalisti – tutelare, attraverso il presidio umano, le aree interne, il patrimonio forestale, le infrastrutture stradali e ferroviarie mediante azioni di riforestazione e prevenzione del dissesto idrogeologico. Investire nelle risorse forestali significa tutelare l’ambiente, creare opportunità occupazionali e ridurre il rischio idraulico, ma anche proteggere le infrastrutture materiali e immateriali. Garantire maggiore sicurezza per le persone e per le attività produttive significa assicurare diritto alla mobilità, continuità lavorativa e coesione territoriale”.

Piano straordinario e programmazione lungimirante
“Serve un Piano straordinario che metta al centro investimenti strutturali nella prevenzione del dissesto idrogeologico, una pianificazione territoriale per contrastare l’eccesso di cementificazione, ma anche l’ammodernamento delle infrastrutture idriche e la sistemazione dei bacini montani. Serve una programmazione condivisa e lungimirante che punti sul benessere ambientale, sulla sicurezza della viabilità e sulla tutela del sistema produttivo provinciale.
“È il tempo della partecipazione, della responsabilità e della programmazione. Massima solidarietà e vicinanza alle comunità e ai lavoratori che stanno vivendo disagi che ciclicamente si ripresentano e che impongono un cambio di passo. Ribadiamo, tuttavia, che la sicurezza del territorio e delle comunità non può essere affrontata solo in emergenza: servono prevenzione, pianificazione, visione e una forte volontà istituzionale“.


















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