Calabria
ripopolamento aree interne
Rinascita dei Borghi Montani: la Regione firma la convenzione per 89 Comuni
Sottoscritta la convenzione del bando “Abita Borghi Montani Calabria”: già 180 adesioni per nuove attività e oltre 100 richieste di trasferimento

CATANZARO – È stata sottoscritta ieri la convenzione del bando “Abita Borghi Montani Calabria”, misura finanziata dalla Regione che coinvolge 89 Comuni ammessi a finanziamento e punta alla rivitalizzazione delle zone montane. La Regione Calabria dunque, accelera sulla strategia di ripopolamento delle aree interne.
Borghi montani calabresi, misura dedicata ai piccoli Comuni
L’iniziativa rientra in un disegno più ampio volto a incentivare il ritorno e l’insediamento stabile nei borghi montani calabresi, sostenendo concretamente le amministrazioni locali nel favorire l’arrivo di nuovi residenti. Il bando si rivolge ai Comuni fino a tremila abitanti ed è sostenuto da specifici fondi destinati alla montagna. A chiarirlo è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha spiegato: “Si tratta di una misura finanziata con appositi fondi per la montagna e rivolta a Comuni fino a tremila abitanti”.

L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e rilanciare territori che rappresentano un patrimonio identitario, ambientale ed economico per l’intera regione.
“Credo sia un risultato importante. Sono 70 i Comuni finanziati che hanno prodotto i relativi bandi ottenendo 180 adesioni per l’apertura di nuove attività imprenditoriali e oltre 100, quasi 110, le adesioni registrate da parte di pensionati o dipendenti in lavoro agile e, quindi, smart working, per il trasferimento della residenza in questi piccoli Comuni che devono essere assolutamente riabitati”.
“È una misura per ora sperimentale – ha evidenziato Gallo – che prevede una spesa di circa quattro milioni di euro ma che potrà essere implementata in futuro. È un segnale importante che vogliamo dare alle aree interne della nostra regione”.

La misura, dunque, non si limita a favorire l’apertura di nuove imprese, ma intercetta anche il fenomeno del lavoro agile e dei pensionati che scelgono di trasferire la propria residenza in contesti più vivibili e sostenibili.
Un’opportunità per calabresi e non solo perchè il progetto guarda sia ai cosiddetti “calabresi di ritorno” sia a chi, pur non avendo origini nella regione, decide di costruire qui il proprio futuro. Come ha sottolineato ancora Gallo, si tratta di bandi “rivolti ai calabresi di ritorno ma anche a chi calabrese non è e decide di trasferire la propria residenza in questa nostra regione meravigliosa, in questi borghi nei quali il costo della vita è adeguato, nei quali l’aria è salubre e nei quali ci sono anche servizi a misura d’uomo”.



















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