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La strage di Cutro 3 anni dopo: il tragico naufragio, una delle pagine più drammatiche d’Italia

Calabria

Memoria

La strage di Cutro 3 anni dopo: il tragico naufragio, una delle pagine più drammatiche d’Italia

Tre anni fa il drammatico naufragio a Steccato di Cutro provocò una strage. Una ferita aperta tra memoria, richieste di giustizia e appelli alla responsabilità politica e internazionale

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CUTRO (KR) – La strage del naufragio di Cutro, era il 26 febbraio 2023: il ricordo delle urla, la paura, il buio e la morte di 94 persone, di cui 35 bambini e ragazzi. Sono trascorsi 3 anni e l’Italia si ferma per ricordare una delle più gravi tragedie migratorie della sua storia recente. Ma accanto alla memoria, restano le polemiche e le accuse politiche.

Arci: “Una delle pagine più vergognose della Repubblica”

Il naufragio di Cutro ha “segnato una delle pagine più vergognose della storia della nostra Repubblica“. Lo afferma l’Arci, ricordando che proprio a Cutro “si riunì pochi giorni dopo la strage il Consiglio dei Ministri, votando in quella sede un decreto legge (DL 20/2023), quindi un provvedimento d’urgenza, che rappresentò un altro regalo ai trafficanti di cui la presidente del Consiglio aveva straparlato in quella occasione, dicendo di volerli perseguire in tutto il ‘globo terracqueo. Ma al governo di destra-destra non bastò all’epoca votare un Decreto Legge che andava esattamente nella direzione opposta a quella che serviva per evitare nuove stragi“.

“Nessun ministro, nessun esponente del Governo, sentì il bisogno di andare a stringere la mano ai parenti delle vittime, arrivati da tutto il mondo, ai superstiti e, peggio ancora, di portare un fiore sulle 94 tombe distese nel Palazzetto dello Sport di Crotone“. Secondo l’Arci si è trattato “di un atto esplicito di disumanizzazione di quelle persone”.

“Non dimentichiamo – conclude l’Arci – le responsabilità politiche per il mancato salvataggio, ancor prima di quelle penali. Non dimentichiamo la vergogna di un Decreto Legge fatto contro il diritto d’asilo e contro i diritti umani e a favore dei trafficanti di persone. Non dimentichiamo la vergogna e l’imbarazzo per un governo che ha esplicitato quanto poco contano le vite di queste persone e di quanto sia più importante per loro la propaganda e l’ideologia xenofoba e razzista”.

fiaccolata cutro 26 febbraio 2024 strage

La veglia all’alba e le iniziative della Rete 26 Febbraio

Il momento più intenso delle commemorazioni stamattina alle 4, con la veglia sulla spiaggia di Steccato di Cutro, luogo della tragedia. Una cerimonia semplice e silenziosa caratterizzata da un momento di preghiera. “Ora sto meglio ma è difficile dimenticare quello che è accaduto qui. È stato brutto. C’erano famiglie, donne, bambini che non ce l’hanno fatta. E’ stato troppo brutto…”. Sono le parole di Muhammad Shariq Shah, 26enne pakistano, era a bordo del caicco ‘Summer Love’. Muhammad parla poco, preferisce restare in silenzio a guardare il mare che oggi è calmo e pacifico, ha gli occhi lucidi:

Quel giorno era un mare brutto – ripete – quando è avvenuto l’incidente sono salito sul tetto della barca e ho visto due pescatori che ci indicavano di raggiungere la spiaggia con le luci. Poi le onde mi hanno fatto cadere in acqua e poi non ricordo come sono arrivato sulla spiaggia. Due miei amici sono morti”.

Don Matteo Mioni, cappellano del carcere di Reggio Emilia giunto appositamente per l’iniziativa spera che “attraverso la solidarietà, la condivisione e l’accoglienza questa possa diventare la generazione della speranza”. Il sacerdote ha poi invitato i presenti a spalmare sulle mani delle persone vicine dell’olio di nardo proprio come segno di condivisione. Muhammad Shariq Shah insieme ad alcuni familiari delle vittime e al pescatore Vincenzo Luciano, che è stato tra i primi a portare soccorso, hanno lanciato una corona di fiori nel mare.

strage naufragio cutro 26 febbraio 2026

L’iniziativa rientra nelle manifestazioni della Rete 26 Febbraio ed è organizzata dai giornalisti Vincenzo Montalcini e Bruno Palermo. Le iniziative sono già entrate nel vivo con un messaggio di integrazione affidato allo sport: al centro sportivo di Tufolo si è disputato il “Friendly Match”, promosso da ResQ, tra una formazione mista della Union Kroton e una rappresentativa del progetto Sai dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” di Cosenza, storica realtà dell’accoglienza.

Oggi, nel pomeriggio, spazio alla riflessione sulle stragi nel Mediterraneo e alle rotte terrestri, con il laboratorio dei “Lenzuoli della Memoria Migrante”, tra cui il lenzuolo di Cutro. In serata, al Teatro Apollo, la proiezione del docufilm “Cutro, 94… and more” di Angelo Resta, scritto insieme a Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo e Francesco Pupa.

Il ricordo a Crotone e l’unione simbolica dei Giardini

Ancora per oggi il programma prosegue a Crotone. Nel Giardino di Alì si terrà un momento di ricordo alla presenza delle autorità e delle scolaresche. Seguirà, nella Sala consiliare “Falcone e Borsellino”, la conferenza stampa sull’unione simbolica tra il Giardino di Alì e il Giardino di Sara di Livorno.

giardino alì crotone steccato cutro 2025 strage

Nel pomeriggio, il Mara Vinarte ospiterà un dibattito sulle tecniche di disinformazione di massa e sul ruolo delle navi umanitarie con la Global Sumud Flotilla, mentre alla Casa della Cultura sarà presentato il libro “Un Viaggio” di Daniela De Marco. A Cutro, nella Sala Polivalente, è prevista una seconda proiezione del documentario sulla strage.

Le celebrazioni si chiuderanno domani, 27 febbraio tra la premiazione del concorso artistico “Sguardi e Voci di Pace” e un corso di formazione per giornalisti al Liceo classico Pitagora, dedicato alla responsabilità dell’informazione.

Gli studenti al Presidente Mattarella: “L’indifferenza uccide due volte”

Commovente l’iniziativa degli studenti dell’istituto superiore Barlacchi-Lucifero di Crotone, che hanno inviato un videomessaggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il silenzio fa più male delle onde e l’indifferenza uccide due volte”, hanno affermato, chiedendo che “Cutro non venga dimenticata” e ricordando che in quel mare “non sono morti numeri, ma vite innocenti con il diritto di vivere”.

fiaccolata cutro 26 febbraio 2024 02

La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Loredana Giannicola, ha sottolineato: “È nella scuola che alleniamo le nuove generazioni a non dimenticare e ad affrancarsi da ogni tentativo di sminuire la dignità umana”. Il dirigente scolastico Girolamo Arcuri ha evidenziato come i giovani abbiano dimostrato “quell’umanità che è mancata in quei giorni nelle istituzioni”. La segretaria regionale della CGIL, Celeste Logiacco, ha annunciato borse di studio in memoria delle vittime: “Nelle ultime settimane abbiamo avuto ancora sulle nostre coste corpi e vite infrante tra le onde. È inaccettabile”, ribadendo l’impegno a “non far calare il silenzio”.

A chiudere, Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil nazionale: “La scuola pubblica – ha detto – è il luogo dove si impara a comprendere la complessità e dove si costruisce cittadinanza. E cittadinanza significa riconoscere che i diritti o sono di tutti, o non sono diritti”.

naufragio di cutro

L’appello di Unhcr e Oim: “Il loro destino non si ripeta”

Nel terzo anniversario intervengono anche l’UNHCR e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che chiedono un’azione europea coordinata per rafforzare ricerca e soccorso in mare, garantire sbarchi tempestivi e ampliare i canali di ingresso regolari. “Onorare le vittime di Cutro – sottolineano – non significa solo ricordarle: significa fare in modo che il loro destino non si ripeta“. Le due organizzazioni ricordano che nei giorni scorsi è stato segnalato un grave naufragio al largo di Tobruk, in Libia, con almeno 30 vittime. Al 24 febbraio 2026, secondo i dati Oim, sono già 503 le vittime accertate nel Mediterraneo Centrale dall’inizio dell’anno.

“Il salvataggio in mare è un obbligo giuridico e deve restare una priorità assoluta. Per questo è necessario rafforzare il sistema di ricerca e soccorso – afferma Salvatore Sortino, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Oim – Prevenire queste tragedie richiede però anche un’azione decisa contro i trafficanti e, parallelamente, un rafforzamento dei canali d’ingresso sicuri e regolari”.

Per Chiara Cardoletti, Rappresentante Unhcr per l’Italia, Malta, la Santa Sede e San Marino, “le tragedie in mare come quella di Cutro dimostrano che nessuno Stato può affrontare da solo fenomeni così complessi. È necessario rafforzare un approccio multilaterale e coordinato lungo le rotte, che coinvolga i Paesi di origine, transito e destinazione, per garantire protezione a chi ne ha diritto, contrastare gli abusi e condividere responsabilità e soluzioni in modo più efficace”.

Il cordoglio di Occhiuto

“A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, è doveroso onorare la memoria delle 94 vittime di una tragedia che resta una ferita ancora aperta per la Calabria e per l’intero Paese. In quei momenti drammatici, la nostra regione seppe rispondere con la dignità e l’umanità che le sono proprie, offrendo solidarietà concreta e immediata grazie all’impegno dei sindaci e delle comunità locali. Anche negli anni successivi, segnati da nuovi e complessi sbarchi sulle nostre coste, il contributo dei primi cittadini è stato determinante per garantire accoglienza e assistenza, senza mai far mancare il necessario supporto”.

“L’anniversario di quell’immane tragedia, tuttavia, impone oggi alle istituzioni, a ogni livello, una riflessione che vada oltre il cordoglio.
È indispensabile un’analisi lucida e responsabile affinché simili eventi non si ripetano. Servono soluzioni strutturali e una cooperazione internazionale solida, capace di governare i flussi migratori in condizioni di sicurezza e di promuovere sviluppo e stabilità nei Paesi di origine.
Il Mediterraneo non può essere il cimitero dei migranti. In mare ogni vita va salvata, con la stessa determinazione con la quale bisogna combattere contro gli scafisti, che sono veri e propri mercanti di morte”.

“Onorare davvero la memoria delle vittime significa trasformare il dolore in un impegno costante per la legalità e per la tutela della vita umana. La Calabria rivendica il proprio ruolo strategico nel Mediterraneo, ma chiede con forza che il tema delle migrazioni torni stabilmente al centro dell’agenda europea, con pragmatismo e risorse adeguate, affinché la gestione di un fenomeno così complesso non ricada esclusivamente sulle regioni costiere”.

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