Calabria
Operaio di 54 anni morì in un incidente in Sila, dopo 7 anni condannato il datore di lavoro
L’incidente sul lavoro risale al 21 febbraio 2018. La vittima aveva 54 anni e lasciò la moglie e due figlie. Era alla guida di un escavatore impegnato nei lavori di apertura di una pista boschiva. Il mezzo precipitò in un burrone a causa del cedimento del terreno

CATANZARO – A sette anni dall’incidente mortale avvenuto il 21 febbraio 2018 in località Colle Castagna, nel Comune di Sorbo San Basile (Cz), il Tribunale penale di Catanzaro ha emesso la sentenza di primo grado nel processo per la morte di Giuseppe Dardano, caduto in un burrone con il suo escavatore mentre un’impresa boschiva stava realizzando una pista all’interno della zona boscata della Sila Catanzarese.
L’incidente e la condanna del datore di lavoro
Il giudice del Tribunale di Catanzaro, dott.ssa Ferraioli, ha condannato il datore di lavoro M.P, di Fossato Serralta, alla pena di due anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. L’imputato è stato inoltre condannato al risarcimento del danno in favore delle parti civili, assistite dagli avvocati Antonella Mascaro e Luigi Ciambrone, da liquidarsi in separata sede, oltre al pagamento delle spese e degli onorari di costituzione di parte civile. Le parti civili hanno chiesto anche una provvisionale di 150.000 euro per ciascun congiunto, da liquidarsi in sede penale.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale, M.P. è stato ritenuto responsabile di non aver adottato le cautele previste dalla legge, come la puntellatura del terreno poi franato, misura che avrebbe potuto evitare il fatale evento che costò la vita al lavoratore.
La ricostruzione dei fatti
L’incidente si verificò mentre Giuseppe Dardano era alla guida del suo escavatore impegnato nei lavori di apertura della pista boschiva. Il mezzo precipitò in un burrone a causa del cedimento del terreno. L’operaio, 54 anni all’epoca dei fatti, era molto conosciuto a San Pietro in Magisano come persona perbene, grande lavoratore ed esperto nel movimento di mezzi meccanici. Lasciò la moglie e le due figlie.
La posizione dell’accusa e delle parti civili
Il pubblico ministero d’udienza ha sostenuto le ragioni delle parti civili, chiedendo e ottenendo la condanna dell’imputato, che ora dovrà rispondere anche sotto il profilo risarcitorio nei confronti degli eredi della vittima. La sentenza, secondo i legali di parte civile, restituisce dignità alla vedova e alle figlie di Dardano, anche alla luce della condotta processuale della difesa, che avrebbe cercato di attribuire alla vittima la responsabilità dell’accaduto.
Giustizia e tempi dei processi
Le parti civili hanno sottolineato come non sia accettabile che per una sentenza di primo grado in materia di infortuni sul lavoro siano necessari sette anni. Un tema, quello della sicurezza e della rapidità dei procedimenti giudiziari, più volte richiamato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sollecitato maggior rigore e celerità nei processi relativi agli incidenti sul lavoro.
La famiglia Dardano auspica che tragedie come questa non si ripetano e che la sicurezza diventi realmente una priorità per il mondo del lavoro.



















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