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Un bambino su 4 è vittima di bullismo, la proposta del CNDDU al Ministro Valditara

Italia

Un bambino su 4 è vittima di bullismo, la proposta del CNDDU al Ministro Valditara

Il CNDDU segnala con urgenza i dati su Bullismo e cyberbullismo emersi dal monitoraggio 2024-2025 della Piattaforma Elisa, promosso dal Ministero dell’Istruzione

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ROMA – Circa un bambino su quattro sperimenta forme di bullismo e una quota significativa vive esperienze di cyberbullismo. I dati emergono dal monitoraggio 2024-2025 della Piattaforma Elisa, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze. Tali dati, stabili nel tempo e coerenti con le rilevazioni ISTAT e la letteratura internazionale, non vanno interpretati come conflittualità fisiologica tra pari, ma come indicatori della qualità relazionale del sistema educativo e della concreta esigibilità dei diritti degli studenti.

Bullismo e cyberbullismo: complessità crescente del fenomeno

Le manifestazioni di bullismo non si limitano agli episodi fisici: si intrecciano con dinamiche verbali, reputazionali e digitali, estendendo la vittimizzazione oltre lo spazio scolastico e intensificando l’impatto psicologico. I monitoraggi nazionali evidenziano inoltre una correlazione significativa tra bullismo e discriminazioni, confermando che le violenze colpiscono più frequentemente chi viene percepito come diverso. In questa prospettiva, il bullismo rappresenta:

– Una violazione concreta del principio di uguaglianza sostanziale;
– Un fattore che incide sul diritto all’istruzione e sul pieno sviluppo della persona.

Le analisi ISTAT, insieme ai report UNESCO e UNICEF, dimostrano che la vittimizzazione:

– Influisce sul benessere emotivo;
– Riduce la partecipazione scolastica e aumenta il rischio di dispersione;
– Favorisce l’esclusione sociale.

Secondo OCSE e OMS, l’esposizione a contesti relazionali ostili è associata a maggiori bisogni sanitari e a esiti negativi di lungo periodo, evidenziando come il bullismo sia un determinante della sostenibilità delle politiche pubbliche.

bullismo

Quadro normativo e obblighi della scuola

In Italia, la legge n. 71/2017 sul cyberbullismo e le successive linee guida ministeriali hanno chiarito che la sicurezza relazionale rientra negli obblighi organizzativi della scuola. La tutela degli studenti implica:

– Prevenzione strutturata;
– Capacità di individuazione precoce;
– Procedure chiare di intervento.
– La giurisprudenza ha rafforzato che l’ambiente scolastico deve garantire protezione effettiva, non solo formale.
– Accessibilità dei diritti e percezione degli studenti

Dai dati Elisa emerge una distanza tra strumenti disponibili e percezione degli studenti. La scarsa conoscenza dei canali di segnalazione indica un deficit nell’accessibilità dei diritti, indebolendo la fiducia nelle istituzioni educative. Quando la possibilità di chiedere aiuto non è percepita, la tutela esiste sulla carta ma non nella pratica, creando una frattura critica nel sistema educativo. Le evidenze internazionali dimostrano che prevenire il bullismo produce benefici misurabili:

– Riduzione della dispersione scolastica;
– Miglioramento del rendimento;
– Diminuzione dei costi sanitari legati al disagio adolescenziale.

bullismo ragazze 2

Le politiche di contrasto devono essere considerate investimenti ad alto rendimento sociale, capaci di rafforzare la qualità complessiva del capitale umano. Il Coordinamento sottolinea che la narrazione mediatica spesso si concentra sui casi estremi, oscurando la dimensione quotidiana del fenomeno e ritardando politiche stabili. Il bullismo va riconosciuto come indicatore sistemico della cultura relazionale, richiedendo governance strutturata e continuità negli interventi educativi e preventivi.

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