Calabria
LA DENUNCIA
Disabile prigioniero in casa, nel palazzo c’è l’ascensore ma non è mai entrato in funzione
La denuncia arriva dall’avvocato Borello. L’uomo non ha mai potuto utilizzare l’ascensore dello stabile, di proprietà di Aterp Calabria, perchè mai messo in funzione. Il Comune si è attivato per reperire le risorse necessarie e avviare con urgenza i lavori per la messa in funzione

FILADELFIA (VV) – Un uomo disabile è rimasto prigioniero della propria abitazione per mesi. A seguito dell’amputazione di entrambe le gambe, l’uomo che vive a Filadelfia, nel Vibonese, non ha mai potuto utilizzare l’ascensore installato nello stabile di proprietà di Aterp Calabria. L’impianto presente dal 2006 non è mai stato messo in funzione.
Una denuncia che arriva dall’avvocato Carlo Borello, del Foro di Roma che oggi rappresenta la famiglia dell’uomo che fino ad ora, per rientrare in casa ha dovuto fare affidamento su familiari ed amici che lo hanno sempre sollevato in braccio lungo le scale.
Una condizione di forte disagio, lesiva della dignità personale e dei più elementari diritti all’autonomia e alla libertà di movimento che ha portato l’avvocato Borello ad attivare le iniziative necessarie per sollecitare una soluzione immediata. Nonostante le numerose richieste di intervento avallate fino ad oggi, spiega l’avvocato, Aterp è rimasta assente.

Disabile senza ascensore, la denuncia dell’avvocato e l’intervento de sindaco
Determinante si è rivelato, invece, il ruolo dell’amministrazione comunale, una volta informata della gravità della situazione. “La sindaca di Filadelfia, avv. Anna Bartucca, ha assunto un ruolo diretto nella gestione del caso. – ha spiegato il legale della famiglia – La prima cittadina ha coinvolto l’intera struttura dell’ente, ponendo al centro dell’azione amministrativa la tutela dei diritti costituzionali alla salute e alla libertà di movimento, evidentemente compromessi”.
Il Comune di Filadelfia si è attivato per reperire le risorse necessarie e avviare con urgenza i lavori per la messa in funzione dell’ascensore: “La vicenda – sottolinea l’avv. Borello – riporta al centro il tema dell’accessibilità negli edifici pubblici e dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Garantire condizioni di vita dignitose alle persone con disabilità non è soltanto un obbligo normativo, ma un dovere civile”.
“In questo caso, l’intervento dell’amministrazione locale rappresenta un esempio di risposta tempestiva a una situazione che, per troppo tempo, – ha concluso – aveva lasciato un cittadino solo di fronte alle proprie difficoltà”.



















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