Calabria
SEGNALAZIONI DA IMPRESE
Rincari ingiustificati anche sui materiali da costruzione, Ance: «Misure e strumenti per le materie prime»
Ance Calabria si appella al Governo chiedendo strumenti specifici per contenere i prezzi. Centinaia le segnalazioni arrivata dalle imprese su rincari ritenuti ingiustificati che mettono in difficoltà cantieri e programmi di investimento

CATANZARO – Cresce la preoccupazione nel settore dell’edilizia per i rincari che si stanno riscontrando anche sui prezzi dei materiali da costruzione. A lanciare l’allarme è il presidente di Ance Calabria, Roberto Rugna, che richiama l’attenzione del Governo sugli effetti che le tensioni geopolitiche stanno già producendo lungo tutta la filiera dell’edilizia.
Secondo Rugna, nelle ultime settimane sono arrivate centinaia di segnalazioni dalle imprese sugli aumenti ritenuti ingiustificati dei materiali da costruzione. Un fenomeno che, se non affrontato con misure adeguate, rischia di mettere in difficoltà cantieri e programmi di investimento. Aumenti che si aggiungono a quelle sui carburanti, per i quali la Calabria risulta ad oggi una delle regioni più care d’Italia.

Rincari sui materiali da costruzione, l’appello di Ance al Governo
«È positivo che il Governo stia monitorando la situazione e stia valutando interventi per arginare gli effetti speculativi legati all’attuale scenario internazionale», osserva il presidente di Ance Calabria. «Ma limitarsi a intervenire su carburanti e bollette non è sufficiente: servono strumenti specifici anche per i materiali da costruzione, che non sono soggetti ad accise ma stanno registrando aumenti rilevanti».
Le prime avvisaglie si sono manifestate subito dopo l’escalation del conflitto nel Golfo. Come aveva spiegato la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, nelle prime ore successive all’inizio delle tensioni sono arrivate segnalazioni dalle imprese relative agli aumenti di diversi materiali utilizzati nei cantieri: non si tratta soltanto dei derivati petrolchimici, come il bitume, ma anche di altri materiali fondamentali come l’acciaio e, più in generale, di tutti i materiali che richiedono trasporto.

Una dinamica che rischia di avere ripercussioni dirette sull’intero comparto delle costruzioni, già impegnato nello sforzo di rispettare i tempi dei cantieri legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per questo motivo Ance propone di introdurre un meccanismo analogo a quello adottato durante la guerra in Ucraina. In quel caso fu previsto uno strumento capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’impennata dei prezzi delle materie prime, riducendo così l’impatto degli aumenti sui lavori pubblici e sui contratti in corso.
“Impatto limitato e misurabile”
«Una misura di questo tipo – sottolinea il presidente Rugna – potrebbe essere estesa a tutte le materie prime che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi internazionale in atto». Secondo Ance, si tratterebbe di un intervento con un impatto limitato e facilmente misurabile sui conti pubblici, in grado di evitare effetti distorsivi e di mantenere sotto controllo la spesa, ma allo stesso tempo di offrire un sostegno concreto alle imprese e ai cantieri.
«L’obiettivo – conclude Rugna – è prevenire nuove tensioni sui costi che potrebbero rallentare i lavori e compromettere la stabilità di un settore strategico per l’economia e per l’attuazione dei programmi di investimento pubblici».




















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