Calabria
OSSERVATORIO NAZIONALE
Aggressioni ai sanitari in aumento, 23mila nel 2025: la Calabria tra le regioni con i numeri più bassi
Gli episodi di violenza, fisica o verbale, riguardano principalmente il personale infermieristico, i medici e gli operatori socio-sanitari. Gli aggressori sono soprattutto pazienti, familiari e caregiver. In Calabria sono stati segnalati 49 episodi di violenza, 63 gli operatori coinvolti

ROMA – Sono state 18mila nel 2025 le aggressioni agli operatori sanitari e sociosanitari con 23.367 operatori, considerato che un singolo episodio può interessare più persone. Questi i dati che descrivono una situazione sempre più allarmante e difficile da gestire che arrivano dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie pubblicata oggi sul sito del ministero della Salute, in occasione della Giornata di prevenzione contro la violenza agli operatori sanitari e socio-sanitari.
Aggressioni ai sanitari in aumento: il report completo, Calabria e non solo
Il Rapporto mostra da un lato una stabilità delle segnalazioni, in leggero calo rispetto al 2024 (18.392) ma un deciso aumento del numero totale delle persone aggredite. Da 22mila del 2024 a oltre 23mila del 2025. Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti, seguiti da familiari e caregiver. Come già accaduto nel 2024, c’è una netta prevalenza di aggressioni verbali (69%) rispetto a quelle fisiche (25%) e contro la proprietà (6%).

Il sesso femminile è quello maggiormente colpito, con una percentuale che supera il 60% nella maggior parte delle Regioni. Gli episodi di violenza, fisica o verbale, riguardano principalmente il personale infermieristico (55%), seguito da medici (16%) e operatori socio-sanitari (OSS) (11%).
Aggressioni anche verso altre professioni
Alcune segnalazioni, il 12% riguarda anche altre categorie professionali, come dipendenti non sanitari e operatori nei front office (3%), vigilanti e soccorritori (9%). Le aggressioni avvengono soprattutto in ambito ospedaliero, con il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e le Aree di Degenza indicati come luoghi più critici.
Rispetto all’anno scorso restano stabili le segnalazioni negli Istituti Penitenziari (428 contro 433). Va specificato che un risultato più elevato è probabilmente indice di una cultura della segnalazione più diffusa piuttosto che di un numero di aggressioni più alto.

Violenza: il 68,4% degli episodi avviene in ambulanza
Gli operatori della Croce Rossa, nel 2025, sono stati vittime di 48 episodi di violenza: il 54,9% di tipo verbale, mentre il 45,1% di natura fisica. Il 68,4% delle aggressioni si sono verificati durante il trasporto sanitario in ambulanza e in oltre il 61% dei casi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Tra gli aspetti più rilevanti emerge che in quasi la metà dei casi di violenza (il 47,6%) sono perpetrati da chi sta ricevendo assistenza, nel 14,6% da un gruppo di persone e nel 69,9% dei casi l’aggressore è di genere maschile. Dalla sua istituzione nel 2018, l’Osservatorio sulle aggressioni della Croce Rossa Italiana, ha raccolto complessivamente 450 segnalazioni, con una media di oltre cinque aggressioni al mese.
I dati della Calabria
I dati dettagliati delle regioni si riferiscono all’anno 2024. In Calabria sono stati segnalati 49 episodi di violenza ai danni degli operatori delle professioni sanitarie, avvenute tutte nel settore pubblico. In sette di questi eventi sono stati coinvolti più operatori e in uno l’aggressione è stata rivolta non verso gli operatori, ma soltanto contro la proprietà.
Nel complesso, gli operatori coinvolti sono stati 63, di cui 30 maschi e 33 femmine, distribuiti nelle diverse fasce d’età. Di questi, il 54 % sono infermieri, il 30 %, invece, medici e il 9,6% OSS. Tra le persone aggredite anche 3 autisti e un operatore della ditta esterna delle pulizie.
Dei 49 eventi segnalati, l’86% si sono verificati in giorni feriali e il 14% in giorni festivi. Gli eventi accaduti in ambito ospedaliero sono stati 43 tra Pronto Soccorso, Aree di Degenza e Aree comuni. Alcuni si sono verificasti anche in Ambulatorio e in SPDC.
In 26 casi, e dunque il 53%, l’aggressore è stato un utente/paziente, in 19, invece, un parente, caregiver o conoscente. Pochi i casi (solo 4) nei quali l’aggressore è stato un altro operatore sanitario.

Il confronto con le altre regioni
Numeri veramente bassi quelli registrati in Calabria, anche se l’ultima aggressione si è verificata solo pochi giorni fa al Gom, se confrontati con quelli di altre regioni nelle quali il fenomeno delle aggressioni ai sanitari è molto più diffuso. In Emilia Romagna, ad esempio, nel 2024 gli episodi di violenza sono stati complessivamente 2684 ed hanno riguardato sia le strutture pubbliche che quelle private. Non va meglio nel Lazio in cui gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari sono nettamente aumentati rispetto all’anno precedente: 1.156 segnalazioni, per un totale di 1.840 operatori coinvolti.


















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