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Cattiva gestione depuratori: reflui non trattati nel fiume Neto, indagati primo cittadino ed ex sindaco

Calabria

Cattiva gestione depuratori: reflui non trattati nel fiume Neto, indagati primo cittadino ed ex sindaco

Insieme ai due politici indagati anche due funzionari del Comune. Notificato l’avviso di conclusione indagini. Tra i reati ipotizzati quello di rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica in atti pubblici, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi

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BELVEDERE SPINELLO (KR) – Sono indagati per la cattiva gestione dei depuratori situati in località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”di Belvedere Spinello, nel Crotonese, il sindaco Antonio Amato e l’ex sindaco Rosario Macrì. Secondo l’accusa gli impianti, a causa di una cattiva manutenzione, avrebbero sversato reflui fognari non trattati arrivati fino al fiume Neto impaludando anche alcune aree del territorio comunale. Indagati, inoltre, anche due funzionari del Comune.

Gli sversamenti, secondo l’accusa, avrebbero interessato un’area di particolare pregio naturalistico, inserita nella Rete Natura 2000 quale Zona di Protezione Speciale “Foce del Neto”.

Reflui nel Neto, l’indagine della Procura di Crotone

Ai quattro, la Procura diretta da Domenico Guarascio, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in cui sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi.

Agli indagati vengono contestate condotte omissive per non avere adottato gli interventi necessari a garantire il corretto funzionamento degli impianti e impedire la dispersione dei reflui non trattati a fronte di una situazione nota da tempo.

La Procura, sulla base delle indagini condotte dei carabinieri di Belvedere Spinello, contesta anche la mancata riscossione dei corrispettivi dovuti dagli utenti, non avendo poi le risorse per la conduzione e la manutenzione del servizio. Inoltre gli indagati, non avrebbero adeguatamente supportato con documentazione tecnica, le richieste di finanziamento alla Regione Calabria per superare le criticità.

Reflui in fiume, altre contestazioni

L’accusa contesta ai quattro anche il fatto di non avere adottato neanche i provvedimenti urgenti a fronte di un concreto e accertato pericolo per la salubrità dei luoghi e per la salute dei residenti. Oltre a questo viene contestata la falsità ideologica in quanto nei bilanci degli anni dal 2021 al 2025 sarebbero state iscritte previsioni di entrata del servizio idrico non fondate su titoli giuridici effettivi e verificabili perché riferite a somme mai richieste agli utenti e il reato di inquinamento ambientale.

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