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Pietrapaola, due auto incendiate e mesi di minacce: Maria Curia racconta l’inferno lungo 9 mesi

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Pietrapaola, due auto incendiate e mesi di minacce: Maria Curia racconta l’inferno lungo 9 mesi

L’episodio è il culmine di mesi di persecuzioni fatte di minacce continue tra telefonate anonime e messaggi. L’appello: Maria chiede che vengano presi provvedimenti immediati, sottolineando l’urgenza di intervenire “prima e non dopo, perché dopo è troppo tardi”

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Maria Curia_minacce

PIETRAPAOLA (CS) – Nella notte del 12 marzo a Pietrapaola hanno preso fuoco due auto, una Golf e un’Audi, appartenenti alla famiglia di Maria Curia, entrambe parcheggiate nei pressi della loro abitazione vicino al lungomare. Il padre, accortosi del rogo, ha tentato inutilmente di domare le fiamme riportando lievi bruciature ai capelli e al volto.

La denuncia di Maria Curia, minacce, stalking e vessazioni

Un epidosodio doloso non è fine a sè stesso, ma rappresenta l’ennesima triste tappa di una storia che va avanti da circa 9 mesi, fatta di minacce, stalking e continue intimidazioni ai danni di un’intera famiglia, quella di Maria appunto.

Maria Curia_minacce

La giovane, ai microfoni di Eugenio Forciniti, ha deciso di metterci la faccia e di raccontantare tutto. L’episodio è il culmine di nove mesi di persecuzioni fatte di minacce continue tra telefonate anonime e messaggi che arrivano a tutte le ore, anche nel cuore della notte (spesso intorno alle 03:00). L’aggressore, racconta Maria, minaccia di “farle la testa in quattro” o di uccidere lei o suo padre se non rimarranno in silenzio. Secondo la vittima, le minacce sono scaturite in seguito a una prima denuncia presentata tempo fa.

L’appello alle istituzioni: “Intervenire subito”

Maria non si è mai fatta intimorire. Numerose le querele e le integrazioni presentate nel corso dei mesi. Ad oggi però non nasconde il senso di frustrazione per la mancanza di tutela messa in atto. La giovane dice di sentirsi poco protetta dalle istituzioni, dato che lo stalking non si è mai fermato nonostante le ripetute segnalazioni. Ecco perchè lancia un appello: chiede con forza che vengano presi provvedimenti immediati, sottolineando l’urgenza di intervenire “prima e non dopo, perché dopo è troppo tardi”.

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