Calabria
Medicina generale
Sanità: in Calabria mancano medici di famiglia, tra carenza e futuri pensionamenti
Nella regione mancano 43 medici di base e entro il 2028 ne andranno in pensione 420. Il rapporto Gimbe fotografa una crisi nazionale con oltre 5.700 professionisti in meno

ROMA – La carenza di medici di famiglia è una realtà anche in Calabria, dove mancano attualmente 43 professionisti. Un dato che, seppur inferiore rispetto ad altre regioni, si inserisce in un quadro nazionale critico. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, nella regione entro il 2028 ben 420 medici raggiungeranno l’età pensionabile, mettendo ulteriormente sotto pressione il sistema sanitario territoriale. Il numero medio di assistiti per medico, al 1° gennaio 2025, è pari a 1.242, inferiore alla media nazionale di 1.383, ma destinato a crescere con il progressivo calo dei professionisti.

Medici di famiglia, la situazione in Calabria
Negli ultimi anni la situazione è peggiorata sensibilmente: tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia in Calabria è diminuito del 20,2%, una flessione superiore alla media nazionale. Un dato che evidenzia le difficoltà strutturali del sistema e la necessità di un ricambio generazionale che, al momento, fatica a concretizzarsi.
La Calabria è solo una parte di un problema molto più ampio. In Italia mancano complessivamente 5.716 medici di famiglia, distribuiti in 18 regioni. Le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747) e Campania (-643), mentre non si rilevano carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Ogni medico di famiglia assiste in media 1.383 pazienti, ben oltre il rapporto ottimale di uno ogni 1.200 assistiti individuato dagli esperti. “Con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta”, commenta il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.
Programmazione e ricambio generazionale
Alla base della crisi c’è una programmazione ritenuta inadeguata. “Per anni non è stato garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti dei medici di famiglia”, afferma Cartabellotta e a questo si aggiunge un calo di attrattività della professione e un sistema formativo che non riesce a coprire il fabbisogno: “il numero di medici che completa il percorso formativo è inferiore alle borse finanziate”.
A rendere ancora più critica la situazione è l’invecchiamento della popolazione. Nel 2025 gli over 65 in Italia sono quasi 14,6 milioni, più del doppio rispetto a quarant’anni fa. Un dato che si accompagna all’aumento delle patologie croniche e quindi alla crescente domanda di assistenza sanitaria territoriale.

Più candidati ma non basta
In Calabria, tuttavia, si registra un segnale positivo: nel 2025 i partecipanti al concorso per il corso di formazione in Medicina generale sono stati superiori ai posti disponibili, con 109 candidati in più rispetto alle borse finanziate. Un dato che potrebbe rappresentare un primo passo verso il riequilibrio, ma che da solo non è sufficiente a colmare il gap.
“La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata”, sottolinea Cartabellotta che avverte “sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili”.
“Senza una visione – conclude il presidente Gimbe – Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale”.


















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