Calabria
L'interrogazione
Lavoro a rischio, 865 posti ‘appesi’ al progetto Konecta. De Cicco «chiarezza immediata su fondi»
Interrogazione del consigliere De Cicco in Regione sulla gestione di 20 milioni di fondi pubblici per la digitalizzazione sanitaria: “non possiamo permettere un fallimento occupazionale e progettuale”

CATANZARO – «A rischio 856 posti di lavoro, serve chiarezza immediata su fondi e progetto Konecta»; Il consigliere regionale Francesco De Cicco, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente della Giunta regionale. Al centro della richiesta, la necessità di fare piena luce sulla gestione delle risorse pubbliche, garantire trasparenza nei progetti di digitalizzazione sanitaria e tutelare centinaia di lavoratori calabresi oggi esposti a una concreta incertezza occupazionale.
Konecta, De Cicco: «centinaia di lavoratori in bilico»
La questione riguarda gli ex dipendenti di Abramo Customer Care, circa mille lavoratori successivamente assorbiti dalla società Konecta R s.r.l. L’inserimento è avvenuto nell’ambito di un progetto strategico per la digitalizzazione delle cartelle cliniche delle ASP calabresi. Un’operazione considerata centrale per innovazione e occupazione, che nelle previsioni iniziali avrebbe dovuto garantire stabilità lavorativa per almeno tre anni, fino al 2027.

I fondi pubblici: 20 milioni per innovazione e lavoro
Il progetto è stato sostenuto da un investimento pubblico significativo: 20 milioni di euro complessivi, di cui 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria e 5 milioni dal Governo nazionale. Risorse che avrebbero dovuto tradursi in sviluppo tecnologico e occupazione stabile. Tuttavia, secondo quanto emerso, il quadro attuale appare profondamente cambiato rispetto alle aspettative iniziali.
Secondo l’interrogazione, la società Konecta R s.r.l. avrebbe già concluso la commessa principale e si troverebbe in una situazione di disavanzo economico stimato in circa 6 milioni di euro. Uno scenario che apre alla concreta possibilità di attivazione della cassa integrazione straordinaria (CIGS), mettendo così a rischio 856 posti di lavoro.
«Non possiamo permettere che un investimento pubblico di questa portata si traduca in un fallimento occupazionale e progettuale» – si sottolinea – «né che centinaia di famiglie si trovino nuovamente in una condizione di incertezza dopo appena un anno».
Le richieste alla Regione
Attraverso l’atto ispettivo, De Cicco chiede alla Giunta regionale di chiarire alcuni punti fondamentali:
– se le risorse stanziate siano state erogate integralmente e utilizzate correttamente;
– lo stato reale di avanzamento del progetto di digitalizzazione, inclusa la creazione e implementazione del fascicolo sanitario elettronico;
– eventuali iniziative per estendere il progetto ad altri territori;
– quali misure concrete si intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali.
L’interrogazione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il rapporto tra politiche pubbliche, innovazione e occupazione nel Mezzogiorno. Un tema che richiama direttamente la responsabilità delle istituzioni e la necessità di una visione strategica efficace. «Serve una risposta chiara, tempestiva e concreta – conclude De Cicco – perché il lavoro non può essere trattato come una variabile secondaria e perché ogni euro pubblico deve generare valore reale per il territorio e per le persone».


















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