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Scontro su Amaco: 2 milioni e troppi dubbi, USB Cosenza «bene collettivo svenduto al privato»

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Trasporto pubblico

Scontro su Amaco: 2 milioni e troppi dubbi, USB Cosenza «bene collettivo svenduto al privato»

Sul caso Amaco il sindacato Usb denuncia un’operazione “politicamente sbagliata e opaca” e chiede trasparenza su gara, garanzie e tutela dei lavoratori

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Amaco - USB

COSENZA – L’USB – Unione Sindacale di Base Lavoro Privato di Cosenza – interviene sulla vicenda Amaco: “non è più soltanto una crisi aziendale ma è diventata il simbolo di un modello che trasforma un servizio pubblico essenziale in terreno di profitto privato”. Secondo il sindacato, con l’aggiudicazione della gara e il passaggio a un soggetto privato si è consumata “una rottura netta”: “un’azienda pubblica, patrimonio della collettività, viene trasferita a un privato puro, senza reali garanzie per lavoratori e per i cittadini. Questa resta un’operazione politica che non ci convince”.

Usb su Amaco: dubbi sulla gara “procedura accelerata e poca concorrenza”

USB punta il dito sulle modalità dell’operazione: “ci sono una procedura accelerata, una partecipazione sostanzialmente limitata, un’aggiudicazione avvenuta in assenza di una reale concorrenza e una riduzione del personale prevista già in partenza”. Per il sindacato, non si tratta di una “normale dinamica di mercato”, ma di un processo che solleva interrogativi pesanti: “questa operazione è stata realmente aperta e competitiva oppure costruita su misura? Chi garantisce questo investimento?”.

L’investimento da oltre 2 milioni e le incognite sul futuro

Al centro delle critiche anche la scelta del Consorzio Autolinee di investire oltre 2 milioni di euro. Un’operazione che, secondo USB, appare anomala in un contesto in cui il trasporto pubblico locale in Calabria potrebbe essere rimesso a gara entro il 2027. “Un imprenditore quindi non rischia una cifra del genere senza avere solide garanzie. E allora la domanda è inevitabile: chi ha dato queste garanzie? E su quali basi?”. Il sindacato sottolinea inoltre che “se il valore acquistato supera abbondantemente la cifra investita, significa che qualcuno ha già deciso il futuro del trasporto pubblico locale”.

Amaco Bus linea 24 usb

“I margini si fanno sui lavoratori”

USB evidenzia come il trasporto pubblico locale non sia un mercato libero: “le tariffe sono regolate e i margini non si fanno sui biglietti”.
Il vero guadagno, secondo il sindacato, deriverebbe invece dal costo del lavoro. “Il vero margine si fa sul costo del lavoro. Ed è esattamente ciò che emerge, quindi riduzione della forza lavoro e eliminazione o compressione del secondo livello contrattuale. In altre parole: è facile fare l’imprenditore quando il servizio è finanziato dallo Stato e i margini si costruiscono sui lavoratori”.

Per il sindacato USB, quanto sta accadendo non è un caso isolato ma rappresenta un modello più ampio: “è un modello dove si privatizza il servizio, si socializzano i costi e si comprimono i diritti”. Il sindacato parla di una scelta “contro l’interesse collettivo”, che rischia di ridurre il controllo pubblico su un servizio essenziale e di aprire a logiche speculative. “Come USB riteniamo questa operazione politicamente sbagliata, economicamente opaca e pericolosa”.

“Chiediamo trasparenza totale sull’intera procedura, chiarimenti sulle garanzie concesse, tutela reale dei lavoratori e un ruolo attivo della Regione Calabria. Il trasporto pubblico non è una merce, è un diritto e non può diventare il terreno su cui pochi fanno profitto utilizzando risorse pubbliche”.

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