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“Una casa per tutti”: 12 mesi di sostegno, contributi diretti e meno burocrazia. Stop agli oneri per i Comuni

Calabria

“Una casa per tutti”: 12 mesi di sostegno, contributi diretti e meno burocrazia. Stop agli oneri per i Comuni

L’assessore Straface annuncia le modifiche al bando “Una casa per tutti” della Regione Calabria: più inclusione, meno burocrazia e contributi diretti per aiutare le famiglie in difficoltà

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Una casa per tutti

CATANZARO – La Regione Calabria rivede la misura “Una casa per tutti” con l’obiettivo di renderla più equa e aderente ai bisogni reali dei territori. Il nuovo decreto introduce importanti novità, frutto del confronto con gli Ambiti territoriali sociali (Ats), per migliorare l’efficacia degli interventi e semplificarne l’attuazione.

“Un welfare che ascolta i territori, corregge le criticità emerse nella fase attuativa e rende gli strumenti più aderenti ai bisogni reali di famiglie e Comuni. È questa la direzione delle novità introdotte dalla Regione Calabria nell’avviso della misura ‘Una casa per Tutti’”, ha dichiarato l’assessore Pasqualina Straface.

“Una casa per tutti”, misura rimodulata per essere più efficace

Alla base della rimodulazione c’è un approccio partecipato. La Regione ha raccolto le difficoltà operative segnalate dagli Ats trasformandole in modifiche concrete. “Abbiamo scelto di intervenire con un metodo preciso: ascoltare gli Ambiti, raccogliere le difficoltà applicative e trasformarle in soluzioni concrete, per non escludere nessuno e per costruire un welfare più rispondente ai fabbisogni reali”. L’obiettivo è rendere le politiche sociali realmente accessibili e applicabili nei contesti locali.

Pasqualina Straface una casa per tutti

Stop agli oneri per i Comuni

Tra le principali criticità emerse, quella legata ai Progetti utili alla collettività per l’inclusione attiva, che comportavano costi aggiuntivi per gli Ambiti, come coperture assicurative e visite mediche. La Regione ha quindi deciso di eliminare questa previsione, introducendo un sistema più sostenibile: i Comuni garantiranno una valutazione multidisciplinare e un progetto personalizzato di inclusione per i beneficiari, senza ulteriori oneri organizzativi. Una scelta che punta a percorsi più integrati e meno gravosi per gli enti locali.

Addio ai rimborsi: contributi diretti

Un altro intervento riguarda la modalità di erogazione dei contributi. Viene eliminato il sistema dei rimborsi delle spese già sostenute, sostituito da un sostegno diretto. “La nuova impostazione – spiega l’assessore Straface – produce due benefici immediati: il destinatario, una volta approvata la graduatoria, non dovrà più pagare il canone mensile, perché sarà il Comune a coprire le mensilità erogando il contributo direttamente al locatore ed esonerando così l’affittuario”. Inoltre, il sostegno avrà una durata di 12 mesi dalla graduatoria definitiva, estendendosi tra il 2026 e il 2027, garantendo maggiore continuità rispetto al passato.

La nuova struttura della misura consentirà agli Ambiti territoriali di seguire i nuclei familiari per un intero anno, favorendo percorsi più solidi e programmati: “eliminando la retroattività, gli Ambiti potranno prendere in carico i nuclei familiari per 12 mesi completi, costruendo percorsi di inclusione più concreti, duraturi e meglio programmabili”. Con queste modifiche, la misura “Una casa per tutti” punta a rafforzare il proprio impatto sociale, ampliando la platea dei beneficiari e migliorando l’efficacia degli interventi.

“‘Una casa per tutti’ si rafforza così nel suo valore: aiutare le famiglie fragili, estendere la platea dei beneficiari, non lasciare indietro nessuno e rendere l’intervento pubblico più efficace, più umano e davvero attuabile”.

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