Calabria
burocrazia e dignità
Tre piani di scale con la figlia disabile in spalla: il grido d’aiuto di Chiara scuote la Calabria
A Santa Domenica di Ricadi, una mamma di 32 anni combatte ogni giorno contro barriere architettoniche e burocrazia. L’intervento dell’assessore regionale Straface: “Basta ritardi, subito una casa dignitosa”

RICADI (VV) – Con la figlia disabile in spalla salire e scendere tre piani di scale, anche tre volte al giorno, con un peso di 35 chili sulle spalle. Non è un allenamento estremo, ma la drammatica quotidianità di Chiara Calamita, 32 anni, residente a Santa Domenica di Ricadi. Sulle sue spalle non c’è un carico qualsiasi, ma Giulia, sua figlia di 10 anni, nata con una grave disabilità che le impedisce di camminare e parlare. Una situazione diventata insostenibile fisicamente e psicologicamente, che ha spinto Chiara a lanciare un appello accorato al sindaco di Ricadi, Nicola Tripodi, e al Prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo.
La figlia disabile in spalla ogni giorno

La lotta di Chiara: “Sono le gambe e la bocca di mia figlia”
“Non riesco più a salire le scale con lei, ma non posso cambiare la sua routine o la sua scuola, dove è ben integrata“. La beffa istituzionale è arrivata quando, a fronte della richiesta di un alloggio popolare a piano terra, alla donna è stato proposto un appartamento al terzo piano senza ascensore nella frazione di San Nicolò. Una soluzione paradossale che ha spinto Chiara a non arrendersi: “Quando ho realizzato la disabilità di Giulia, le ho promesso che avrei fatto ciò che le sue gambe e la sua bocca non potranno mai fare. Oggi la sua bocca mi direbbe: mamma, non arrenderti mai”.
L’impegno dell’Assessore Straface
Il caso ha superato i confini comunali arrivando sui tavoli della Cittadella Regionale. L’assessore all’Inclusione Sociale e al Welfare, Pasqualina Straface, si è attivata prontamente dopo aver parlato personalmente con la donna. “Nessuna famiglia può essere lasciata sola”, ha dichiarato la Straface. “Mi sono interfacciata con il dipartimento Welfare affinché si coordini con il Comune di Ricadi e l’Ambito territoriale di Vibo. La Regione Calabria vigilerà fino alla risoluzione della vicenda”.
L’obiettivo della Regione è ora duplice: è stato chiesto un accesso domiciliare per attivare l’Unità di valutazione multidimensionale. Lunedì è previsto un incontro tra Chiara e il Comune di Ricadi per individuare un alloggio idoneo “Vogliamo passare dalle fredde procedure amministrative a una presa in carico globale che metta al centro l’umanità“, ha ribadito l’assessore, seguendo la linea del presidente Roberto Occhiuto sulla sburocratizzazione del welfare calabrese.

La storia di Chiara e Giulia è il simbolo di una Calabria che chiede dignità e servizi efficienti. La promessa delle istituzioni regionali è chiara: la burocrazia non deve più essere un ostacolo al diritto a una vita dignitosa. Il prossimo incontro di lunedì sarà lo spartiacque per capire se l’urlo di questa madre avrà finalmente trovato una risposta concreta.



















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