Italia
NO IN VANTAGGIO
Referendum Giustizia 2026, exit poll | Opinio RAI: NO 49-53%, SÌ 47-51%
Opinio Rai e SWG per La7 hanno diffuso i dati su exit e instant poll. Le proiezioni mostrano durante le prime proiezioni il vantaggio del NO

ROMA – Referendum Giustizia 2026 exit poll pronti con i risultati del SÌ e del NO sulla consultazione referendaria confermativa che ha visto al volto oltre 51 milioni di italiani (di cui 5 milioni residenti all’esterno) chiamati ad esprimersi sulla più profonda riforma dell’ordinamento giudiziario della storia repubblicana. Al centro del quesito, la separazione delle carriere tra PM e giudici, la nascita di un nuovo sistema di autogoverno per la magistratura e altre novità al centro della votazione del Referendum che si è tenuta da domenica 22 a lunedì 23 marzo 2026.
Referendum Giustizia 2026 | Exit pool Opinio RAI
Secondo gli exit pool dell’istituto Opinio RAI il “NO” è in vantaggio con una forchetta tra il e il 49 e il 53% mentre il “SÌ” si attesterebbe tra il 47 e il 51%. Gli exit poll sono le dichiarazioni delle persone fuori dai seggi elettorali.

Alle ore 15:00 di lunedì 23 marzo 2026, la Rai ha pubblicato l’exit poll in merito al Referendum sulla Giustizia 2026, evidenziando il dato sui voti espressi dai cittadini italiani.
Instant Poll SWG La7
Per quanto riguarda gli instant pool di SWG per LA7, diffusi durante lo speciale condotto da Enrico Mentana, il NO è avanti anche per gli instant poll di SWG tra il 49 e il 53% mentre il NO è tra il 47 e il 51%.

Ma cosa sono gli instant poll? Gli instant poll sono i sondaggi telefonici realizzati il giorno stesso del voto in merito al voto del referendum sulla Giustizia 2026.

Referendum sulla giustizia | SI e NO
Il quesito chiedeva agli elettori di approvare o respingere la Legge Costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025. In parole povere, il voto riguardava tre pilastri fondamentali che modificano profondamente gli articoli 104, 105 e 107 della nostra Costituzione a cominciare dalla Separazione delle Carriere: La distinzione netta tra magistratura giudicante (i giudici) e magistratura requirente (i pubblici ministeri). Se vince il “Sì”, chi entra in magistratura dovrà scegliere subito il ruolo e non potrà più cambiare funzione durante la carriera, in caso di vittoria del “No” ciò non avverrà.
Altra modifica richiesta e la possibilità di sdoppiamento del CSM con l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i PM, così da evitare influenze reciproche tra chi accusa e chi giudica. Infine la creazione dell’Alta Corte Disciplinare, un organo esterno ai CSM, incaricato esclusivamente di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, sottraendo questa funzione “politica” ai colleghi di categoria.



















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