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il commento
Referendum giustizia, Nicola Gratteri: “la vittoria del No è un segnale forte della società civile”
Il procuratore in prima linea con il fronte del No parla di “Scelta a difesa della Costituzione e delle istituzioni”. E a Napoli i magistrati brindano cantando ‘Bella ciao’

NAPOLI – La vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia viene accolta come un segnale politico e sociale di grande rilievo dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. “La vittoria del No rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco i principi fondamentali”, ha dichiarato il magistrato, da oltre 30 anni sotto scorta e tra i principali sostenitori del fronte del No. Gratteri ha seguito lo spoglio direttamente dal suo ufficio all’ottavo piano della Procura di Napoli, dopo mesi segnati anche da attacchi personali legati alla sua posizione sul referendum.
Nicola Gratteri “Non è un no al cambiamento, ma al metodo”
Commentando l’esito della consultazione, il procuratore ha sottolineato come il risultato non debba essere interpretato come un rifiuto delle riforme in generale. “È stata una scelta consapevole, una presa di posizione in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni”, ha spiegato Gratteri, evidenziando come il voto rappresenti una bocciatura del metodo, più che del principio di riforma. Secondo il magistrato, il sistema giudiziario ha bisogno di interventi strutturali, ma questi devono essere realizzati con criteri di serietà e competenza. “La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorare il funzionamento complessivo, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie”, ha aggiunto.
Magistratura divisa, ma festeggia il fronte del No
A Napoli, il risultato del referendum è stato accolto con entusiasmo da una parte della magistratura. Circa cinquanta magistrati si sono riuniti nella saletta dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) per seguire l’esito dello scrutinio, festeggiando con canti e cori. Tra i presenti anche il procuratore generale della Corte d’Appello, Aldo Policastro, tra i più attivi sostenitori del No. Tra cori e applausi, i magistrati hanno intonato slogan e canti simbolici, tra cui “Chi non salta…”, in riferimento ad alcune figure della magistratura schierate per il Sì, e persino “Bella ciao”, in un clima di forte partecipazione emotiva.

Il referendum ha acceso un acceso dibattito pubblico sulla riforma della giustizia, dividendo istituzioni, politica e magistratura. Gratteri ha ribadito la necessità di interventi strutturali, ma ha anche sottolineato l’importanza di “riforme costruite con responsabilità, rispetto dei diritti e competenza”, evitando soluzioni affrettate o divisive. La vittoria del No segna una battuta d’arresto per il progetto di riforma, ma il dibattito sulla giustizia resta aperto.
Le istituzioni sono ora chiamate a trovare un equilibrio tra efficienza del sistema e tutela delle garanzie costituzionali. Il risultato del referendum, secondo molti osservatori, rappresenta anche un messaggio politico chiaro: le scelte in materia di giustizia richiedono un ampio consenso e un confronto approfondito tra tutte le componenti del Paese.




















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