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Stop al distributore di carburanti davanti alla scuola: il Comune di Rende vince al Tar

Area Urbana

Stop al distributore di carburanti davanti alla scuola: il Comune di Rende vince al Tar

La questionre riguarda il quartiere S. Agostino, dove era stata prevista la realizzazione di un nuovo impianto nei pressi della scuola elementare. Lo stop imposto dal regolamento comunale è stato confermato dal Tar

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Comune di Rende - Municipio_02

RENDE – Nel quartiere S.Angostino di Rende, nei pressi della scuola elementare, non sorgerà nessun distributore di carburanti. È quanto stabilito dal Tar Calabria che ha rigettato il ricorso di un noto distributore di carburanti contro la Delibera del Consiglio Comunale 52 del 30 luglio 2025.

La Delibera, a sua volta, recepiva la Delibera di Giunta Comunale 130 del 16 luglio 2025, con cui l’amministrazione comunale aveva modificato il regolamento sugli impianti di carburante. In particolare, con questa modifica, si introduceva una fascia di rispetto più ampia nei pressi dei luoghi più sensibili e più frequentati come le scuole, gli ospedali e le case di cura,  per evitare che a ridosso di questi ultimi si potessero installare impianti di rifornimento.

Il distributore a Rende: il caso del quartiere S. Agostino

La questione legale è scaturita da un progetto specifico nel quartiere S. Agostino, dove era stata prevista la realizzazione di un nuovo impianto di carburanti nelle immediate vicinanze della scuola elementare. Lo stop all’iniziativa, imposto proprio dal nuovo regolamento restrittivo, ha spinto il distributore che aveva richiesto la concessione a impugnare l’atto davanti al Tribunale amministrativo regionale.

La vittoria del Comune

Il Tar Calabria ha tuttavia confermato la validità delle scelte urbanistiche dell’ente. Il Comune, rappresentato dall’avvocato Achille Morcavallo, ha visto riconoscere la legittimità delle proprie disposizioni a tutela del territorio.

L’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe ha accolto con soddisfazione il risultato: «Esprimiamo apprezzamento per la sentenza del Tar Calabria che conferma la legittimità del nostro operato per la tutela dell’interesse pubblico».

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