Provincia
San Giovanni in Fiore: Comitato 18 Gennaio denuncia «1 milione “dirottato” alla ZTL, sicurezza a rischio»
Smottamento in Viale della Repubblica e accuse durissime del Comitato 18 Gennaio: nel mirino la gestione dei fondi e il progetto ZTL. Presentata una denuncia alla Procura di Cosenza

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Il Comitato 18 Gennaio esprime preoccupazione per la sicurezza del territorio. Nelle scorse ore i Vigili del Fuoco sono intervenuti d’urgenza in Viale della Repubblica a causa di uno smottamento del costone, evento ritenuto “ampiamente prevedibile”. L’episodio, spiegano dal Comitato, “ha messo a nudo la fragilità di un territorio abbandonato” e riacceso i riflettori sul rischio idrogeologico della zona.
L’accusa del Comitato 18 Gennaio: “Un milione di euro sottratto alla sicurezza”
Nel mirino finisce la gestione dei fondi pubblici e il Comitato denuncia che nel 2020 era stato stanziato circa un milione di euro dal Ministero dell’Interno per la messa in sicurezza del costone, classificato ad alto rischio. “Con una manovra che definire ‘allegra’ è un eufemismo, ha distratto quei fondi, dirottandoli verso la realizzazione della ZTL. Hanno scelto la vetrina al posto della vita, il maquillage urbano al posto della messa in sicurezza delle case e delle famiglie”.

ZTL sotto accusa: “Un disastro su tutti i fronti”
Durissimo il giudizio anche sulla Zona a Traffico Limitato, definita un fallimento sotto più aspetti: “decine di famiglie vivono nella paura, con un costone che frana sopra le loro teste. Una ZTL che ha spaccato in due il centro, desertificando le attività commerciali e paralizzando il traffico”. Il Comitato parla anche di “beffa finale”, sottolineando come l’amministrazione abbia annunciato una riapertura dopo aver difeso a lungo il progetto.

La vicenda è ora al vaglio della magistratura. I residenti di Viale della Repubblica hanno presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Cosenza e sulla gestione dei fondi indaga la Guardia di Finanza. “Il silenzio non deve essere scambiato per rinuncia o rassegnazione: è l’attesa di una giustizia che faccia luce su pratiche amministrative opache”.
“Siamo di fronte alla certificazione di un fallimento -scrive il Comitato 18 Gennaio – che va oltre la politica. È il fallimento di un metodo arrogante che antepone l’apparenza all’interesse della comunità. Aver sacrificato la sicurezza dei cittadini per un’opera inutile […] non è solo un errore amministrativo: è una colpa morale di cui qualcuno dovrà rendere conto nelle sedi opportune”.





















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