Area Urbana
BUS E FERMATE
Rende, pendolari chiedono un confronto aperto sulla nuova viabilità «un servizio dignitoso è un diritto»
Dopo l’Ordinanza n. 68 del 19 marzo 2026, pendolari, studenti e lavoratori chiedono una revisione urgente: fermate giudicate insicure e timori per tempi di viaggio più lunghi

RENDE – I pendolari che ogni giorno raggiungono Rende accolgono positivamente la risposta pubblica della maggioranza comunale agli articoli apparsi sulla stampa locale in merito all’Ordinanza n. 68 del 19 marzo 2026, che ha modificato sensi di marcia e percorsi degli autobus extraurbani. Un confronto aperto viene considerato “sempre un segnale positivo”. Tuttavia, la replica istituzionale ha finito per alimentare ulteriori preoccupazioni tra studenti e lavoratori.
Fermate su Viale Parco, pendolari: “inadeguate e insicure”
Uno dei punti più critici riguarda le nuove fermate su Viale Parco, ritenute non all’altezza degli standard minimi di sicurezza e accessibilità. Secondo i pendolari, queste si trovano in aree isolate, prive di servizi e distanti quasi un chilometro dai principali punti di interesse, come il Centro Commerciale Metropolis. Una situazione che pesa soprattutto su persone con disabilità, studenti e lavoratori già costretti a lunghi spostamenti quotidiani.

L’ipotesi hub unico e i rischi per la città
La maggioranza ha annunciato l’intenzione di concentrare tutte le fermate extraurbane in un unico hub nell’area del Parco Giorcelli, in via Da Vinci. Una scelta che, secondo i pendolari, rischia di non rispondere alle reali esigenze del territorio.
Le principali criticità evidenziate sono:
– aumento dei tempi di viaggio, con ulteriori cambi e attese;
– riduzione dell’attrattività del trasporto pubblico;
– penalizzazione delle attività commerciali lungo l’arteria principale;
– aggravio per chi arriva da comuni non limitrofi dopo oltre un’ora e mezza di viaggio.

“È davvero questa la strada giusta?”
Di fronte alle rassicurazioni dell’amministrazione, che punta a “migliorare l’intero sistema viario cittadino”, i pendolari sollevano dubbi concreti:
– “È davvero questa la strada giusta?”
– “È utile complicare gli spostamenti di studenti e lavoratori?”
– “È sostenibile imporre doppi cambi in una città che non dispone di metro o servizi su rotaia efficienti come punto di arrivo?”
– “È equo sacrificare intere categorie di utenti e attività commerciali?”
Il rischio: più traffico e meno trasporto pubblico
Il timore diffuso è che un modello pensato per città dotate di infrastrutture avanzate venga applicato a un contesto che non dispone degli stessi strumenti. Le conseguenze, secondo i pendolari, sarebbero prevedibili: aumento del traffico, maggiore utilizzo delle auto private e crescita dei disagi quotidiani. I pendolari ricordano il loro contributo alla vita economica e sociale della città di Rende e rivendicano il diritto a un sistema di trasporto pubblico che garantisca:
– accessibilità reale;
– sicurezza;
– assenza di discriminazioni;
– tempi di percorrenza ragionevoli.
I pendolari pertanto chiedono una “revisione urgente dell’Ordinanza 68” e nonostante le critiche, il tono resta improntato alla collaborazione. I pendolari esprimono fiducia in una possibile revisione del provvedimento e augurano buon lavoro alla maggioranza comunale.


















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