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“Fortunata di Dio”, Ruggero Pegna racconta l’opera ispirata a Natuzza Evolo. Il debutto a Cosenza

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L'intervista

“Fortunata di Dio”, Ruggero Pegna racconta l’opera ispirata a Natuzza Evolo. Il debutto a Cosenza

Ruggero Pegna celebra 40 anni di carriera con una produzione intensa e personale: “Per me Natuzza è stata una figura fondamentale della mia vita”

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Ruggero Pegna - Natuzza

COSENZA – Ruggero Pegna, quarant’anni di musica e grandi eventi, tra musica italiana e internazionale, ma anche una parentesi dolorosa della sua vita, che l’ha ispirato a dedicare un’opera alla mistica di Paravati. Intervenuto su RLB nella trasmissione Fatti Vivi, Pegna racconta l’opera “Fortunata di Dio” che debutterà al teatro Rendano di Cosenza dedicata alla mistica di Paravati.

Ruggero Pegna, 40 anni di eventi e l’incontro con Natuzza

“Quest’anno è la quarantesima stagione di eventi e facevo un calcolo: oltre 1.500, per forse quasi 3 milioni di spettatori questi 40 anni”. Numeri che raccontano una storia lunga quattro decenni, capace di portare in Calabria artisti e spettacoli di livello internazionale. Al centro dell’intervista c’è la nuova produzione “Fortunata di Dio”, che debutterà al Teatro Rendano di Cosenza a maggio.

Fortunata di Dio è una parte del mio lavoro, ma c’è qualcosa in più”. Si tratta del legame profondo con Natuzza Evolo: “ho avuto modo di conoscere personalmente Natuzza Evolo. A lei ho anche attribuito quello che ho definito il miracolo della mia guarigione dalla leucemia fulminante che mi colpì nel 2002”.

Ruggero Pegna - Natuzza Fortunata di Dio

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Il racconto del “miracolo”

Un passaggio toccante dell’intervista riguarda proprio la sua esperienza personale: “lei, quando sembrava che non ci fosse alcuna speranza di poter sopravvivere, predisse l’esistenza dell’unica persona al mondo che era compatibile con il mio midollo. Al momento in cui fu necessario il trapianto, effettivamente qualche giorno prima si iscrisse al registro mondiale dei donatori questa ragazza americana di cui lei mi aveva parlato”.

natuzza evolo 02

Una testimonianza diventata opera

Da qui nasce il progetto artistico: “ho creduto anche che fosse quasi un dovere testimoniare quello che mi è accaduto”. L’opera che racconta una figura amata da migliaia di fedeli ed è soprattutto una produzione di alto livello. Pegna firma anche parte della scrittura e seleziona un team di primo piano: “ho scelto come regista Andrea Ortis che secondo me, oggi, è uno dei registi teatrali più bravi”. Ma è anche uno spettacolo innovativo fatto di luci, effetti 3D, per essere immersivo.

Tra i protagonisti: Annalisa Insardà nel ruolo di Natuzza: “l’abbiamo scelta – spiega Pegna – oltre che per la bravura anche per le caratteristiche somatiche”. Un lavoro sviluppato con grande attenzione: “c’è stato un grande rigore, un grande senso di responsabilità. Mi fa piacere che abbiamo ottenuto anche l’approvazione della Fondazione Cuore Immacolato di Maria”.

Francesco Perri Andrea Ortis Ruggero Pegna

Musica, cast e talento calabrese

Ampio spazio anche al cast e alla componente musicale: “Le musiche del maestro Francesco Perri sono meravigliose”. Uno spettacolo corale con artisti e musicisti dal vivo, che unisce qualità artistica e radici territoriali. Spazio anche alla solidarietà in quanto gli utili “saranno devoluti alla fondazione per le cause che riterrà opportuno”. Un progetto che guarda oltre il palcoscenico, in linea con l’eredità spirituale di Natuzza. Pegna conclude l’intervista invitando tutti a visitare i luoghi simbolo: “a Paravati percepisce qualcosa di speciale”.

 

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