Calabria
Dopo 20 anni
Alluvione 2006: 3 vittime e danni ingenti. Provincia di Vibo dovrà restituire 1,6 milioni alla Regione
Chiuso un contenzioso durato quasi vent’anni tra Provincia di Vibo e Regione. Respinto il ricorso sui fondi per l’alluvione del 2006: irregolarità nella gestione e rendicontazione

CATANZARO – Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha respinto il ricorso della Provincia di Vibo Valentia contro la Regione Calabria, confermando l’obbligo di restituzione di quasi un milione e 600mila euro. La controversia riguarda fondi pubblici erogati per interventi urgenti di protezione civile dopo l’alluvione del 3 luglio 2006.
Provincia e Regione: l’alluvione del 2006 con vittime e danni ingenti
L’evento calamitoso causò tre vittime, tra cui un bambino di 15 mesi, e provocò danni stimati per oltre 100 milioni di euro. Per far fronte all’emergenza, la Provincia di Vibo Valentia era stata nominata soggetto attuatore degli interventi nell’ambito degli Accordi di programma quadro, con la responsabilità di dieci opere per un valore complessivo di 9,8 milioni di euro.

Le irregolarità nella gestione dei fondi
Secondo quanto emerso, la gestione dei lavori avrebbe presentato diverse criticità: alcune opere sono state concluse in ritardo, altre risultano interrotte o mai avviate. A queste si aggiungono collaudi mancanti e il superamento del limite del 15% per le spese tecniche. La sanatoria delle irregolarità è stata tentata soltanto nel marzo 2023, a distanza di diciassette anni dai fatti.
Il Tar ha confermato la propria giurisdizione, respingendo le eccezioni sollevate dalla Provincia, sia in merito alla prescrizione sia riguardo alla possibilità di compensare il debito con un credito di circa 1,7 milioni di euro relativo a un altro intervento idraulico (Fosso Calzone – Rio Bravo). I giudici hanno stabilito che il termine decennale decorre dalla rendicontazione finale e non dalle scadenze originarie previste nelle convenzioni.

Oltre alla restituzione delle somme, la Provincia è stata condannata al pagamento delle spese di lite, quantificate in 4.000 euro oltre accessori di legge. La sentenza mette fine a un contenzioso durato quasi vent’anni sulla gestione dei fondi emergenziali e richiama l’attenzione sull’importanza della trasparenza nella rendicontazione delle risorse pubbliche.



















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