Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Enel nel caos: sciopero dei call center con punte del 100% in Calabria, paura licenziamenti

Calabria

Enel nel caos: sciopero dei call center con punte del 100% in Calabria, paura licenziamenti

Alta adesione allo sciopero dei lavoratori dei call center Enel in appalto, con punte del 100% in diverse città e presidi in tutta Italia. Sindacati sul piede di guerra: “Perdita di migliaia di posti di lavoro”

Pubblicato

il

Call center Rende

ROMA – Mentre il governo è impegnato nelle nomine dei consigli di amministrazione delle grandi aziende a capitale pubblico, in Enel – dove si va verso la riconferma dell’attuale management – le lavoratrici e i lavoratori delle attività in appalto di assistenza alla clientela sono in sciopero per difendere il loro futuro. La percentuale di adesione è mediamente oltre l’80%, con punte del 100% a Reggio Calabria, Sulmona e Campobasso.

“Lo sciopero è un nuovo chiaro segnale contro la scelta di Enel di far ricadere sulle lavoratrici e i lavoratori il prezzo dell’automazione. Attualmente in 1.500 rischiano il posto, ma è solo la punta dell’iceberg. Lo affermano in un comunicato congiunto Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Diversi presidi si sono tenuti nei territori coinvolti davanti alle sedi Enel, compreso il sit-in simbolico delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil davanti alla direzione generale a Roma.

Call center Enel in sciopero: paura licenziamenti causati da AI

“A gran voce è stato chiesto a Enel di rivedere l’impianto dei bandi di gara che scarica unicamente sulle lavoratrici e i lavoratori l’introduzione di strumenti di automazione e intelligenza artificiale.

Un impianto inaccettabile tantopiù che Enel annovera tra i propri azionisti il ministero delle Economia e delle Finanze e che da tempo registra importanti extraprofitti. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno dichiarato in tutte le sedi la disponibilità a individuare soluzioni che, nell’accompagnare la transizione digitale, forniscano garanzie per l’occupazione” si legge nella nota.

“Senza un intervento normativo e in assenza di volontà politica delle istituzioni, la destrutturazione del comparto Crm/Bpo per effetto dell’introduzione dei processi di automazione, causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil non saranno complici: l’innovazione va accompagnata, non subita” concludono i sindacati.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social