Italia
I DATI
Italiani più sensibili verso la sostenibilità: il 71% la considera una priorità assoluta
La maggior parte degli italiani è pronta a cambiare abitudini per salvare il Pianeta. L’Agenda 2030 ed i suoi obiettivi non sono più un concetto per addetti ai lavori

ROMA – L’Italia si scopre più consapevole, ma anche più preoccupata. A quattro anni dal traguardo del 2030, il 71% degli italiani si dice pronto a scendere in campo in prima persona, dichiarandosi disposto a rivedere le proprie abitudini quotidiane in nome della sostenibilità. È quanto emerge dall’indagine Ipsos Doxa per ASviS, presentata a Roma in occasione del lancio della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.
La sostenibilità e l’Agenda 2030: i dati in Italia
Nonostante le recenti critiche e lo scenario geopolitico instabile, l’Agenda 2030 non è più un concetto per addetti ai lavori. C’è più consapevolezza tra gli italiani. Il 73%, infatti, ne ha sentito parlare (un incremento del 33% in soli quattro anni) ed il 90% del campione intervistato la ritiene un pilastro fondamentale per il futuro.

Tuttavia, i cittadini non vogliono agire da soli. Il 57% degli intervistati ritiene che debba essere il settore pubblico a tracciare la rotta, seguito a ruota dalle imprese. Una richiesta di governance forte che si scontra con dati nazionali poco rassicuranti: l’Italia risulta infatti in peggioramento su sei obiettivi chiave, tra cui povertà, disuguaglianze e salute degli ecosistemi.
Il divario generazionale nelle priorità
Dall’indagine emerge una chiara distinzione nelle sensibilità tra le diverse fasce d’età. Salute, benessere e contrasto al cambiamento climatico restano in cima ai pensieri della popolazione. Per le nuove generazioni, la sostenibilità non è solo ambientale. Al centro ci sono pace, giustizia e lavoro dignitoso, visti come elementi imprescindibili per una crescita economica che sia davvero equa.
A livello mondiale, meno del 20% dei target dell’Agenda 2030 appare oggi raggiungibile. Tra stagnazione e regressioni, il Festival si propone come l’ultima grande chiamata per invertire una rotta che vede l’Italia ancora troppo distante dai traguardi prefissati quindici anni fa.



















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