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Occhiuto punta sui giovani, Cgil: «Non attacchi gli anziani, pensi a salario minimo e lavoro stabile e di qualità»

Calabria

Occhiuto punta sui giovani, Cgil: «Non attacchi gli anziani, pensi a salario minimo e lavoro stabile e di qualità»

Il sindacato attacca il presidente sottolineando che le sue affermazioni rischiano “di aprire un conflitto generazionale” chiedendo di “favorire effettive opportunità occupazionali”

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CATANZARO – Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha espresso in più occasioni il sostegno ai giovani nel mondo del lavoro chiedendo salari più alti per coloro che sono chiamati a scrivere il futuro chiedendo di guardare “di più agli scatti di futuro che di anzianità”. Una presa di posizione che non è piaciuta affatto alla Cgil Calabria che in una nota ha rivolto proprio un appello al governatore.

“I salari del nostro Paese sono tra i più bassi d’Europa, anche il presidente Occhiuto ne ha preso atto. – dice il sindacato – Tuttavia è alquanto singolare che le soluzioni che prospetta in favore dei giovani passino dall’attacco agli anziani. Così il governatore punta il dito anche contro il diritto alla retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori, relativamente agli istituti contrattuali previsti per valorizzare l’esperienza e la professionalità maturata nel corso del tempo che, tra l’altro, sono prerogative dettate alla contrattazione collettiva”.

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La Cgil contro Occhiuto: “Rischio conflitto generazionale”

“Tutto ciò va a svalutare le competenze acquisite e comporta il rischio di aprire un conflitto generazionale, mettendo a repentaglio la sostenibilità previdenziale. – aggiunge la Cgil – Un’ipotesi che non terrebbe in alcuna considerazione un adeguato mix tra premialità per il potenziale innovativo garantito dai giovani e la stabilità dettata dall’esperienza degli anziani”.

“Invece, per sostenere le nuove generazioni, spiega il sindacato: “il presidente Occhiuto dovrebbe assumere l’impegno a favorire effettive opportunità occupazionali stabili e di qualità e non le solite modalità di lavoro precario e a tempo determinato previste in parecchie misure delle politiche per il lavoro”.

“Inoltre, in previsione di una effettiva crescita occupazionale comparata dalla diffusione di contratti di lavoro stabili, in materia di dinamiche presalariali, sarebbe opportuno un incremento dell’indennità per i tirocini, che in Calabria raggiunge i 650 euro, mentre in altre regioni raggiunge gli 800 euro. Un dato che conferma che anche nelle misure di pre ingresso nel mondo del lavoro la nostra regione offre condizioni peggiori rispetto alle altre” sottolinea.

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Le proposte del sindacato: una legge regionale sul lavoro

Sulla questione fiscale, la Cgil precisa la propria posizione rivendicativa: “quella di far valere la progressività impositiva e, quindi, colpire i grandi patrimoni, gli extra profitti e allo stesso tempo alleggerire i redditi da lavoro dipendente, in particolare modo quelli medio-bassi”.

“Infine, – dice ancora la Cgil Calabria – se l’intento del presidente è sostenere i salari percepiti nella regione più povera d’Europa, ci aspettiamo una rapida convocazione per condividere una legge regionale sul salario minimo e sulla limitazione dei contratti a termine, con immediata applicazione negli appalti pubblici e nelle società partecipate, evitando, quindi, fenomeni di dumping contrattuale avviando la promozione di politiche regionali per la garanzia di soglie retributive e prevedendo reali incentivazioni per assunzioni stabili di giovani, in chiaro contrasto al lavoro precario e povero. Tutto ciò – conclude – renderebbe contenti tanti giovani che eviterebbero di essere costretti ad abbandonare i luoghi in cui sono nati alla ricerca di un salario dignitoso, così come i loro genitori”.

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