Area Urbana
Konecta Rende, i Cobas dopo l’incontro in Prefettura: «Vogliamo tempi certi e garanzie per lavorare»
I Cobas del Lavoro Privato si rivolgono all’azienda che non si è presentata all’incontro: “Vogliamo certezze e non sciacallaggio sulla vita di chi chiede solo di poter continuare a lavorare”

CROTONE – La vicenda dei lavoratori Konecta, nei quali confuliscono anche 180 dipendenti di Rende, resta ancora aperta. Solo qualche giorno fa il flash mob in piazza con una maschera bianca per fare rumore. Al momento, infatti, per lavoratori e sindacato non sono arrivate risposte sufficienti in merito al futuro incerto di centinaia di lavoratori calabresi. L’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi in Prefettura a Crotone, alla presenza degli organi prefettizi, delle istituzioni crotonesi, dei sindacati Confial ed i Cobas del Lavoro Privato con l’assessore regionale al lavoro Giovanni Calabrese, infatti, non ha portato alla risoluzione della vertenza.
In particolare al centro della mobilitazione ci sono i dipendenti Konecta, ex LAP Abramo con contratto a tempo determinato in scadenza il 18 maggio 2026. Lavoratori ai quali, come denunciano i Cobas del Lavoro Privato che sostiene i lavoratori di Rende, l’azienda “nonostante gli ingenti fondi pubblici ricevuti, vuole negare la continuità lavorativa e la prospettiva di un futuro dignitoso”.

I Cobas su Konecta: “Sfruttamento e mancanza di rispetto”
“Tutto questo – si legge nella nota – non ha alcuna giustificazione se non lo sfruttamento e la mancanza di rispetto di lavoratrici e lavoratori che sino ad oggi hanno dato il loro valido e costruttivo contributo allo sviluppo di un progetto così importante. Pretendiamo – dicono i lavoratori – che i nostri colleghi siano stabilizzati, che anche per loro ci sia una prospettiva di lavoro sicuro. Vogliamo certezze e non sciacallaggio sulla vita di chi chiede solo di poter continuare a lavorare!”.
Assente ingiustificata l’azienda Konecta che ha inviato una missiva informando della non partecipazione, motivata, secondo quanto riportano i Cobas, dall’inesistenza di una vertenza Konecta in Calabria e che i sindacati presenti “non rappresentano, a loro dire, i loro “interlocutori preferiti”.
“Noi invece riteniamo importante che oggi fossero presenti i sindacati che rappresentano i lavoratori – spiegano i Cobas – Riteniamo questo atteggiamento vergognoso, soprattutto da chi ha sfruttato ben 30 milioni di euro di soldi pubblici solo per far fallire, in meno di un anno, il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche sanitarie negando lo sviluppo in Calabria di questa commessa che, continuiamo a ribadirlo, è di notevole impatto sociale per la nostra Regione. La mancanza di rispetto nei confronti del Prefetto, e quindi dello Stato, e di tutti i lavoratori rappresenta un segnale di arroganza che non possiamo tollerare”.

In fondi ed le dinamiche con la Regione
L’assessore Calabrese ha confermato che i fondi stanziati ammontano a 30 milioni di euro, di cui 10 milioni sono stati usati per assumere il personale ex Abramo. “Ha espresso tutto il disappunto della Regione per la gestione Konecta, sulla carta partner affidabile per diventare Hub della digitalizzazione italiana” aggiunge il sindacato che si dice però per nulla soddisfatto della posizione della Regione nello specificare “stanno lavorando e che troveranno come regione una soluzione”. Una risposta che “non tranquillizza i lavoratori in cassa integrazione e soprattutto chi tra meno di un mese sarà messo alla porta”.
“Come Cobas abbiamo evidenziato anche le responsabilità della Regione per un monitoraggio non efficace sul progetto e sui fondi stanziati. A fronte di una sfiducia condivisa da lavoratori e istituzioni per come il progetto è stato gestito da Konecta, in merito ai “presunti” sviluppi futuri, e vogliamo credere che ci siano, abbiamo ritenuto sottolineare che è indispensabile che si faccia una scelta di progettualità verificabile a monte con affidamento a chi è in grado di portare crescita e sviluppo nella nostra Regione mettendo al centro tutte le lavoratrici e i lavoratori già formati con alto profilo sulla digitalizzazione. Abbiamo anche chiesto se le spettanze della Regione verso l’azienda fossero state rispettate e la risposta è stata affermativa”.
Le richieste e lo stato delle cose
I Cobas si sono allineati alle richieste fatte dai colleghi di Crotone e dal segretario Confial Tomaino che hanno evidenziato tutte le criticità sia dal punto di vista procedurale che dal punto di vista di mancato rispetto dell’assunzione dei LAP. “Il dirigente regionale Zito ha evidenziato che sono ancora attivi bandi ai quali l’azienda potrebbe ricorrere per consolidare i lavoratori con contratto a termine, per poi, anche per loro, ricorrere alla CIGS al fine di traghettarli verso una “soluzione definitiva”. Ad oggi però tutti ignoriamo quale possa essere il piano di rilancio industriale”.
Dall’incontro è emerso che al momento la Regione ha bloccato circa 700mila euro da erogare a Konecta per i soli costi relativi ai bandi per le assunzioni. Il sindacato ha spiegato che “la mobilitazione continua perché le risposte non sono arrivate. Vogliamo tempi certi e garanzie, valorizzazione di tutte le competenze e rispetto anche come cittadini. Come lavoratori e lavoratrici dei siti di Crotone Rende e Settingiano non crediamo di chiedere molto: solo di continuare a lavorare!”.




















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