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Cosenza: “censimento” allo stabile di Via Savoia. Docenti, educatori e ricercatori «basta arroganza»

Area Urbana

Cosenza: “censimento” allo stabile di Via Savoia. Docenti, educatori e ricercatori «basta arroganza»

Il mondo della scuola e della ricerca denuncia quanto accaduto nello stabile occupato di via Savoia: “azioni che colpiscono famiglie e bambini, serve subito un tavolo sull’emergenza abitativa”

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Comitato Prendocasa Via Savoia

COSENZA – Un duro atto di accusa arriva dal mondo della scuola e della ricerca di Cosenza per quanto accaduto il 22 aprile scorso nello stabile di Via Savoia, dove da circa dieci anni vivono decine di famiglie, molte con minori. Docenti, educatrici, educatori e ricercatori hanno sottoscritto un appello dal titolo “A scuola di arroganza e sopraffazione andateci voi!”, esprimendo “sdegno e preoccupazione” per quanto accaduto pochi giorni.

Via Savoia: «azione coatta e intimidatoria»

“Come le stesse cronache hanno riportato e come denunciato pubblicamente dal Comitato Prendocasa Cosenza, la Prefettura cittadina, con l’avallo complice del Comune, ha ordinato un’azione coatta di censimento; l’ennesima perpetrata ai danni di donne, uomini e bambini. Al solo scopo di intimidire, visto che il settore Welfare conosce benissimo, e da molto tempo, la situazione di ognuna di loro”.

“Allora, ci chiediamo, censire a quale scopo? Per un’azione di sgombero dello stabile di Via Savoia che, a livelli istituzionali più alti, stanno già meditando e preparando, per far contenta, magari, anche qualche fazione politica che, periodicamente, non manca di scagliarsi contro le occupazioni abitative di questa città, fingendo di dimenticare le gravi colpe e mancanze della politica in termini di garanzia dei diritti sociali”.

“Crediamo che “fermare” decine di famiglie e bambini dello stabile di Via Savoia con il pretesto di una schedatura, impedendo loro il normale svolgimento della giornata lavorativa e scolastica, infligga una mortificazione a chi, ogni giorno, fa già i conti con la precarietà. Bambini costretti ad uscire di casa, in ordine progressivo, come fossero pedine di un campo di lavoro, sottoposti ad una vergognosa “conta” degna dei più autoritari regimi”.

via Savoia Cosenza stabile

L’appello alle Istituzioni: «aprire un tavolo di discussione»

“Scene cui, nella nostra solidale città, non siamo disposti ad assistere. Come docenti, impegnati nella tutela del diritto all’istruzione e a una vita dignitosa, inviamo il nostro più totale sostegno alle famiglie di Via Savoia colpite da quest’azione di forza, e il nostro completo supporto al Comitato Prendocasa Cosenza, invitando la Signora Prefetta e il Signor Sindaco ad aprire un tavolo di discussione, serio e permanente, sull’emergenza abitativa in questa città, invece che procedere ad azioni intimidatorie che minano la stabilità psicologica di chi, già, vive una quotidiana precarietà”.

via Savoia Cosenza stabile 02

“Educare significa, anzitutto, avere cura. Istruire significa, anzitutto, fornire i mezzi per la realizzazione di un percorso il più autonomo possibile. Firmare significa ricordarsi che, di fronte, non abbiamo numeri, ma progetti di vita, tutti meritevoli di essere vissuti al meglio. E, possibilmente, partendo da un tetto stabile sulla testa”.

Per aderire all’appello, è sufficiente inviare una mail all’indirizzo calabria@docentipergaza.it, indicando semplicemente nome e cognome. Tra i primi firmatari dell’appello:

Docenti per Gaza Calabria
Massimo Ciglio
Mariafrancesca D’Agostino
Claudio Dionesalvi
Giuseppe Bornino
Domenico Passarelli
Alessandra Mancuso
Serena Criscuolo
Angela Scocchieri
Maria Federico
Donato Martano
Rosanna Bartolo
Doris Bellomusto

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