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Ponte EX novo
Al via i lavori del nuovo Viadotto Cannavino sulla Statale 107: lungo 390 metri, 6 campate e 35 milioni di spesa
Parte il cantiere del nuovo Viadotto Cannavino a Celico sulla Statale 106: sei campate alte anche 80 metri, carreggiata da 12 metri e tecnologie antisismiche per un’infrastruttura moderna e sicuro. Fino al completamento verrà utilizzato il vecchio Ponte

CELICO (CS) – Partono ufficialmente i lavori per la costruzione del nuovo Viadotto Cannavino lungo la Strada Statale 107 “Silana Crotonese”, nel territorio di Celico, in provincia di Cosenza. L’intervento, affidato da Anas nell’ambito di un accordo quadro, rappresenta un’opera strategica per il miglioramento della viabilità in Calabria, con un investimento complessivo di circa 35 milioni di euro.
Nuovo viadotto Cannavino: sorgerà in variante
Il nuovo viadotto sorgerà al km 42,702 della SS107 e sarà realizzato in variante rispetto al tracciato attuale. Questa scelta progettuale consentirà di mantenere in esercizio la struttura esistente fino al completamento dei lavori, riducendo al minimo i disagi alla circolazione e gli impatti ambientali. L’opera si estenderà per circa 390 metri e sarà composta da sei campate. La struttura sarà realizzata con impalcato misto acciaio-calcestruzzo di tipo bi-trave, una soluzione tecnica che garantisce resistenza e durabilità. La carreggiata avrà una larghezza complessiva di 12 metri, assicurando elevati standard di sicurezza e comfort per gli automobilisti.

Un’infrastruttura moderna e sicura
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la sicurezza strutturale. Le pile del viadotto, che raggiungeranno altezze fino a 80 metri, saranno fondate su sistemi profondi progettati per garantire stabilità anche in caso di eventi sismici. Inoltre, l’infrastruttura sarà dotata di moderni sistemi di isolamento sismico, in linea con le normative vigenti. Anas ha consegnato, in regime di accordo quadro, i lavori per la costruzione del nuovo Viadotto al km 42,702 a Celico in provincia di Cosenza.
L’investimento complessivo da 35 milioni è suddiviso in due stralci funzionali. Il primo, già in fase di esecuzione, comprende attività preliminari fondamentali come il monitoraggio ambientale, la bonifica da eventuali ordigni bellici, il disboscamento, la cantierizzazione e la realizzazione delle fondazioni, spalle e pile.

Il nuovo Viadotto Cannavino rappresenta un tassello importante per il potenziamento della SS107 “Silana Crotonese”, arteria fondamentale per i collegamenti tra la costa ionica e l’entroterra calabrese. L’intervento, su uno dei ponti più “discussi” degli ultimi 10 anni, mira a migliorare la sicurezza stradale e a rendere più fluido il traffico, contribuendo allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio.
Dalla tragedia del 1972 alle criticità strutturali
La storia del viadotto Cannavino, è stata segnata da una tragedia iniziale e da decenni di preoccupazioni strutturali. Il viadotto è tragicamente noto per un grave incidente avvenuto durante la sua fase di costruzione: Il 29 agosto 1972, metà del viadotto allora in fase di realizzazione crollò improvvisamente. Il cedimento causò la morte di due operai, Vittorio Bevilacqua, di 33 anni e Angelo Gabriele, cinquantenne, mentre un terzo operaio, il 35enne Francesco Scarpelli, riuscì a salvarsi aggrappandosi ad una grata di ferro e rimanendo sospeso a 120 metri d’altezza.
Nonostante questo episodio, l’infrastruttura fu completata ed entrò in esercizio, diventando nel tempo un collegamento strategico tra Cosenza e l’altopiano della Sila, oltre che un’arteria fondamentale per i flussi turistici e commerciali. Tuttavia, nel corso dei decenni, il viadotto ha mostrato segni evidenti di deterioramento. Cedimenti del piano viabile, avvallamenti e flessioni strutturali sono stati più volte segnalati dagli utenti e oggetto di verifiche tecniche.

Criticità strutturali e manutenzione
Dopo essere stato completato nonostante il crollo parziale, il ponte è stato oggetto di continui monitoraggi a causa di evidenti anomalie: Da anni la struttura mostra un marcato abbassamento della campata centrale, visibile anche a occhio nudo, nello stesso punto in cui avvenne il cedimento del 1972.
A partire dagli anni 2010, le criticità si sono accentuate, portando a un’intensificazione dei monitoraggi da parte di Anas e all’introduzione di limitazioni al traffico, soprattutto per i mezzi pesanti. Il ponte è stato sottoposto a controlli strumentali frequenti e, in alcune fasi, anche a chiusure temporanee per consentire verifiche e interventi di manutenzione. Nel 2019 è stato avviato un importante intervento di consolidamento, con lavori di rinforzo delle pile e adeguamento sismico, finalizzati a prolungare la vita utile dell’opera. Nonostante questi interventi, nel 2020 si è reso necessario introdurre ulteriori restrizioni alla circolazione, tra cui limiti di carico e distanziamento tra i veicoli.

La nuova struttura in variante di Progetto
La situazione ha alimentato nel tempo preoccupazioni tra cittadini e amministratori locali, rendendo evidente la necessità di un intervento definitivo. Proprio per rispondere a queste criticità, negli anni più recenti è stata avviata la progettazione del nuovo viadotto in variante, destinato a sostituire integralmente quello esistente. La scelta di realizzare una nuova infrastruttura nasce dalla consapevolezza che gli interventi di manutenzione, pur necessari, non erano più sufficienti a garantire nel lungo periodo standard adeguati di sicurezza e funzionalità.




















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