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Ospedale di Rende, Consorzio Valle Crati «senza fognature adeguate non può aprire»

Area Urbana

Ospedale di Rende, Consorzio Valle Crati «senza fognature adeguate non può aprire»

L’allarme del Consorzio Valle Crati e del presidente Maximiliano Granata sulle fognature. Appello alla Regione Calabria per sbloccare le infrastrutture indispensabili all’attivazione della struttura sanitaria

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slide nuovo ospedale di cosenza - fognature

COSENZA – Inadeguatezza del sistema delle fognature e della depurazione. La realizzazione del nuovo ospedale di Rende, infrastruttura strategica per l’area urbana Cosenza–Rende, procede secondo le procedure accelerate previste dalle ordinanze della Protezione Civile. Tuttavia, emerge una criticità che rischia di comprometterne l’effettiva entrata in funzione: l’inadeguatezza del sistema fognario e depurativo.

A lanciare l’allarme è l’avvocato Maximiliano Granata, presidente del Consorzio Valle Crati, che richiama l’attenzione delle istituzioni su un tema definito “strutturale e non rinviabile”. “Un ospedale – afferma Granata – non è solo un edificio, ma un sistema complesso che necessita di infrastrutture adeguate. Senza una rete fognaria efficiente e un sistema di depurazione correttamente dimensionato, la struttura non può essere attivata”.

hotel cinquetelle - maximiliano granata fognature

Le criticità del sistema esistente: fognature e depurazione

Secondo il Consorzio, il sistema infrastrutturale dell’area presenta fragilità evidenti:

– reti fognarie parzialmente obsolete;
– impianti di depurazione già sotto pressione;
– necessità di interventi di adeguamento strutturale.

slide nuovo ospedale di cosenza 02- fognature

L’entrata in funzione del presidio ospedaliero comporterà un incremento significativo dei carichi, anche sotto il profilo qualitativo, con reflui che richiedono trattamenti specifici e conformi alla normativa ambientale.

Al centro della questione vi è il progetto di project financing per il sistema fognario e di collettamento consortile, legato anche al superamento della procedura di infrazione europea n. 2004/2034.

Secondo quanto denunciato, i lavori risultano fermi per inadempienze attribuite ad ARRICAL e al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Nonostante la disponibilità delle risorse, mancherebbe la copertura finanziaria aggiornata rispetto all’aumento dei costi, oltre alla risoluzione di sovrapposizioni amministrative.

Granata richiama anche il quadro normativo vigente, in particolare il Decreto Legislativo 152/2006: “le procedure emergenziali possono accelerare i tempi, ma non possono derogare ai principi fondamentali di tutela ambientale e sanitaria. Questi restano vincolanti”. Il Consorzio Valle Crati individua alcune azioni prioritarie, considerate condizioni imprescindibili per la piena operatività dell’ospedale:

– verifica della capacità della rete fognaria;
– realizzazione di nuovi collettori;
– adeguamento degli impianti di depurazione;
– introduzione di sistemi di pretrattamento per reflui ospedalieri.

slide nuovo ospedale di cosenza 01 - fognature

“Il problema – sottolinea Granata – non è il blocco immediato del cantiere, ma il rischio di completare l’ospedale senza poterlo attivare nei tempi previsti, oppure di dover intervenire successivamente con costi maggiori e ritardi significativi”. Uno scenario che potrebbe avere pesanti ricadute sanitarie ed economiche sull’intero territorio.

Da qui l’appello diretto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: “è necessario – conclude Granata – un immediato coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti: enti locali, Regione, struttura commissariale. Costruire un ospedale significa costruire un sistema. Senza infrastrutture adeguate, non c’è sanità efficiente”.

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