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Cosenza: pace fiscale? Mancini «una resa al sistema di riscossione che ha creato i problemi»

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Cosenza: pace fiscale? Mancini «una resa al sistema di riscossione che ha creato i problemi»

Giacomo Mancini sulla misura presentata da Caruso “Non è pace fiscale. Il cittadino oggi deve difendersi dal Comune”

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Pace fiscale Cosenza Giacomo Mancini

COSENZA – Dopo la presentazione della misura di “pace fiscale” da parte del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, interviene Giacomo Mancini, esponente della direzione Pd Calabria ed ex parlamentare socialista, che boccia senza mezzi termini l’iniziativa: “quella presentata da Caruso non è una pace fiscale per i cittadini, ma una resa al sistema di riscossione che ha prodotto i problemi”.

Pace fiscale: cartelle e disservizi

Nel mirino dell’esponente politico finiscono diverse pratiche ritenute penalizzanti per i cittadini: “restano gli invii massivi di cartelle senza verifica reale, restano i disservizi – come quello delle lampade votive del cimitero – restano richieste di pagamento per esumazioni dopo 30 anni, una vera e propria tassa sulla memoria, e restano sanzioni sulle revisioni delle caldaie applicate in modo automatico, senza un contraddittorio effettivo”.

Pace Fiscale - Giacomo Mancini - Franz Caruso

Un sistema che, secondo Mancini, non cambia nella sostanza: “in sintesi – dichiara – non cambia il modo in cui vengono emessi gli atti, non cambia il rapporto con i cittadini, non cambia il sistema di riscossione. Si continua con lo stesso modello, con gli stessi attori e con gli stessi problemi”.

“Il cittadino deve difendersi dal Comune”

Per Mancini “a Cosenza accade una cosa inaccettabile: il cittadino deve difendersi dal Comune. Noi vogliamo ribaltare questo schema: deve essere il Comune a difendere il cittadino”. Da qui la proposta alternativa ovvero “uno Statuto del contribuente vero e operativo, fondato su sei pilastri: stop agli invii massivi, contraddittorio preventivo obbligatorio, autotutela entro 30 giorni, controllo effettivo sul concessionario con penali per errori e disservizi, sportello del contribuente e un’azione mirata contro i grandi evasori, senza colpire chi è in difficoltà”.

pace-fiscale-cosenza-caruso

“Il Comune – conclude Mancini – non deve fare cassa sulla confusione. Deve chiedere il giusto, nel modo giusto. Chi deve pagare paghi, ma nessun cittadino deve più sentirsi solo davanti a una cartella sbagliata. Il punto non è fare sconti, ma garantire che ciò che viene richiesto sia giusto. Questa è la differenza: Caruso chiede ai cittadini di pagare, noi vogliamo un sistema equo e giusto”.

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