Area Urbana
Mobilitazione
Nuovo ospedale di Cosenza ad Arcavacata: comitati di quartiere scendono in piazza “scelta gravissima”
Il Coordinamento annuncia una grande mobilitazione popolare contro lo spostamento del nuovo ospedale HUB di Cosenza ad Arcavacata di Rende. “Si al policlinico non allo spostamento dell’HB. Una scelta gravissima che mortifica la città capoluogo”

COSENZA – La scelta di Arcavacata di Rende per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza continua ad agitare le acque. Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere della città di Cosenza ha diramato una nota ufficiale in cui esprime una “ferma, netta e determinata contrarietà” all’ipotesi di delocalizzare l’Ospedale HUB della città presso l’area universitaria di Arcavacata. Una decisione definita come un atto gravissimo che rischia di marginalizzare il capoluogo di provincia.
Policlinico sì, ma non a discapito dell’HUB di Cosenza
I Comitati chiariscono immediatamente la propria posizione: non esiste un pregiudizio verso la crescita dell’Università della Calabria. La realizzazione di un Policlinico universitario a Rende è vista come un’opportunità di sviluppo per la formazione medica. Tuttavia, il punto di rottura riguarda l’ubicazione del presidio civile: l’ospedale deve restare a Cosenza, a prescindere da dove sorgerà il centro universitario. Nel comunicato viene richiamato il percorso istituzionale già intrapreso. Il Consiglio comunale di Cosenza aveva infatti individuato e approvato l’area di Vaglio Lise per la costruzione del nuovo nosocomio, con tanto di progetto di fattibilità a supporto. “Ignorare questo percorso significa disconoscere la volontà democratica della città“.

Nuovo Ospedale di Cosenza come volano economico e strategico
Per il Coordinamento, la permanenza dell’HUB nel cuore di Cosenza non è una semplice questione di “campanile”, ma una scelta strategica di sopravvivenza economica. Il presidio sanitario è visto come un attrattore economico fondamentale per attività commerciali, servizi e investimenti e un Punto di centralità che garantisce accessibilità immediata non solo ai cosentini, ma a tutti i comuni limitrofi che gravitano sul capoluogo. Spostarlo ad Arcavacata, secondo i Comitati, allontanerebbe i servizi essenziali dalla comunità che ne ha più bisogno.
Verso la mobilitazione: Cosenza scende in piazza
La scelta del Presidente della Regione Calabria viene definita “irricevibile. Si tratta di una scelta che penalizza cittadini, territori e servizi, allontanando un presidio sanitario fondamentale dal cuore della comunità che ne ha più bisogno”. Per questo motivo, il Coordinamento ha annunciato l’avvio di una mobilitazione ampia e partecipata. “Nei prossimi giorni verrà promossa una grande manifestazione popolare aperta a cittadini, sindacati, associazioni e forze politiche. Cosenza non può essere espropriata del suo ospedale e non può essere marginalizzata” conclude la nota.
Caruso alza il muro: “Cosenza non si tocca”
Nei giorni scorsi anche Il primo cittadino aveva duramente attacca il progetto della Regione ad Arcavacata presentato in un dibattito nella sede del PD cittadino parlando di “atto di forza contro la dignità della città capoluogo” che” non può essere privata di un presidio sanitario fondamentale“. Parole nette con le quali il sindaco Franz Caruso era intervenuto nel dibattito sul futuro della sanità bruzia, contestando duramente il progetto presentato dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che prevede la costruzione del nuovo ospedale nell’area dell’Università della Calabria, nel comune di Rende.
Per il sindaco Caruso, la permanenza dell’ospedale nel perimetro urbano di Cosenza non è una semplice “rivendicazione campanilistica“, ma la difesa di un diritto storico e istituzionale. Dopo anni di delocalizzazioni e impoverimento delle infrastrutture, sottrarre l’ospedale rappresenterebbe, secondo il primo cittadino, un colpo letale al futuro della comunità. “Alla città capoluogo spetta un ruolo centrale nelle scelte strategiche che riguardano servizi essenziali come la sanità“. L’Amministrazione comunale era passata dai proclami ai fatti, costituendosi formalmente nelle sedi competenti per difendere il radicamento territoriale dell’assistenza sanitaria.


















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