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Disabilità e diritti, Sara Aiello: «la persona al centro» nel convegno sul “progetto di vita”

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Disabilità e diritti, Sara Aiello: «la persona al centro» nel convegno sul “progetto di vita”

Alla Biblioteca comunale di Spezzano Piccolo oggi, l’incontro promosso dall’Amministrazione per ridefinire inclusione e diritti. La dottoressa Sara Aiello: “dalla logica assistenziale a quella dei diritti, la persona è al centro del proprio percorso”

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CASALI DEL MANCO (CS) – Un appuntamento per ripensare inclusione e diritti delle disabilità: la dottoressa Sara Aiello, assistente sociale specialista del Comune di Casali del Manco, ha spiegato su Rlb, nella trasmissione “Fatti Vivi”, il fulcro del convegno “Il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato”. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17:00, presso la Biblioteca comunale di via Annunziata a Spezzano Piccolo, promosso dall’Amministrazione comunale di Casali del Manco.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto tecnico e culturale sulle strategie di inclusione per le persone con disabilità, con l’obiettivo di costruire percorsi realmente “su misura” per ogni individuo. Un progetto rivolto in particolare ai residenti del territorio presilano, come sottolineato dal sindaco Francesca Pisani.

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Sara Aiello: «il Dlgs 62/2024, un cambio di prospettiva importante»

La d.ssa Aiello sarà una delle relatrici al convegno di oggi e anticipa il fulcro del suo intervento legato al Decreto Legislativo 62/2024, che introduce importanti novità nel modo di concepire la disabilità. L’obiettivo della norma è assicurare il pieno riconoscimento della condizione di disabilità, rimuovendo ostacoli e attivando sostegni per garantire il pieno godimento delle libertà civili e sociali nei contesti di vita liberamente scelti.

ASCOLTA L’INTERVISTA

Come spiega la dottoressa Aiello, assistente sociale specialista del Comune “concretamente si passa da un approccio assistenziale dove gli interventi venivano definiti ad hoc per la persona con disabilità a priori, ad un approccio invece basato sui diritti”.

Tra le novità più significative vi è anche la modifica della legge 104/1992, con l’abbandono della definizione “portatori di handicap” a favore di “persone con disabilità”. Un cambiamento tutt’altro che formale spiega Aiello per: “ridare importanza inserendo invece con le modifiche del decreto 62 il termine ‘persona’ va proprio a definire un cambio nell’approccio a livello di mentalità e di coscienza collettiva”. La trasformazione linguistica diventa così il primo passo verso una nuova consapevolezza sociale, necessaria per costruire progetti realmente condivisi.

Il progetto di vita: costruire percorsi su misura

Il cuore della riforma è il cosiddetto “progetto di vita individualizzato e personalizzato”, che parte dal riconoscimento dei desideri e delle aspettative della persona: “questo vuol dire – spiega Aiello – coinvolgere tutti gli aspetti di vita della persona. Vuol dire coinvolgere la persona con disabilità in prima persona”.

Non più servizi standardizzati, ma interventi flessibili e adattabili: la qualità dei servizi si misura proprio nella capacità di rispondere alle esigenze del singolo. Il progetto viene così co-costruito insieme alla persona, attivando risorse del territorio e favorendo l’integrazione sociosanitaria in un’ottica a 360 gradi.

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Autodeterminazione e partecipazione attiva

Il decreto introduce con forza il principio di autodeterminazione, prevedendo il coinvolgimento diretto della persona in tutte le fasi: valutazione, progettazione e monitoraggio. “Ognuno di noi ha desideri e aspettative. E insieme, si va a stabilire un percorso che veda la previsione di supporti per le persone che sono co-costruiti e co-progettati con la persona con disabilità”, evidenzia la professionista. Un approccio che restituisce dignità e centralità all’individuo, superando definitivamente logiche calate dall’alto.

Il ruolo degli operatori: “costruttori di ponti”

Fondamentale è il ruolo degli assistenti sociali e degli operatori del settore: “mi piace definire il mio lavoro, ovvero quello degli assistenti sociali, come costruttori di ponti, di relazioni. È essenziale che diventiamo un sostegno nel riconoscere la persona nei suoi desideri e nelle sue aspettative”. Il compito è accompagnare la persona nel proprio percorso, semplificando le relazioni e favorendo l’inclusione nel tessuto sociale.

 

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