Area Urbana
“099”: la musica cambia la vita, il rapper cosentino Kiave insieme ai detenuti verso il riscatto
A Taranto il laboratorio dell’APS Rublanum con l’artista cosentino Kiave che trasforma la musica in strumento di inclusione. Dal progetto nasce un brano che racconta identità e speranza

COSENZA – La musica rappresenta uno strumento di grande trasformazione e grazie ad un laboratorio condotto dal rapper Kiave, originario di Cosenza, è nato anche un brano, simbolo di consapevolezza e riscatto. Il progetto “Oltre l’Ombra”, è stato realizzato a Taranto dall’APS Rublanum in collaborazione con Noi e Voi Onlus e sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini. Al centro dell’iniziativa un laboratorio di scrittura rap che ha coinvolto persone in detenzione sostitutiva al carcere, offrendo loro uno spazio di espressione e crescita personale.
Kiave e il percorso creativo
A condurre il laboratorio è stato Kiave, nome d’arte di Mirko Filice, artista calabrese originario di Cosenza e figura di riferimento della scena hip hop italiana. Da anni impegnato non solo nella musica ma anche in percorsi educativi, Kiave interpreta il rap come un linguaggio capace di generare relazione e trasformazione. La sua presenza ha rappresentato un valore decisivo: dalla metrica alla costruzione del testo, fino alla ricerca di una voce personale, ha accompagnato i partecipanti in un lavoro autentico sulla parola e sul vissuto.

Il brano “099”: identità, fragilità e rinascita
Il risultato del laboratorio è il brano “099”, scritto collettivamente dai partecipanti. Una canzone che racconta identità, fragilità e rinascita, richiamando Taranto già nel titolo e restituendo la forza di un percorso umano oltre che artistico. Attraverso il rap, i protagonisti hanno trovato un nuovo modo per esprimere sé stessi e immaginare un futuro diverso.
Con questa iniziativa, l’APS Rublanum conferma il proprio impegno nell’utilizzo dei linguaggi contemporanei come strumenti di inclusione e attivazione sociale. Fondamentale anche il contributo di Noi e Voi Onlus, che ha reso possibile un intervento capace di unire educazione, relazione e creatività.
In contesti segnati da fragilità e marginalità, esperienze come questa dimostrano che la cultura può diventare una leva concreta di cambiamento. Un progetto che va oltre la musica: una testimonianza viva di come la parola, quando diventa consapevole, possa trasformarsi in dignità, identità e riscatto.





















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