Area Urbana
BOTTA E RISPOSTA
Ospedale a Rende, Comitato No Scippo a Principe: «definì Occhiuto un “dittatore”, ora fa la vittima»
Dopo il via libera del Consiglio comunale di Rende al nuovo ospedale, il Comitato No Scippo attacca il sindaco Sandro Principe e il governatore Occhiuto: “Difendiamo Cosenza in modo civile e democratico”

RENDE – A poche ore dalla seduta del Consiglio comunale di Rende sul nuovo ospedale ad Arcavacata che ha approvato all’unanimità il progetto di fattibilità del nuovo hub sanitario, arriva la dura presa di posizione del Comitato No Scippo, che replica alle parole del sindaco Sandro Principe accusandolo di “vittimismo” e contestando il metodo con cui si starebbe portando avanti il trasferimento dell’ospedale da Vaglio Lise ad Arcavacata. Sandro Principe nel suo intervento ha rivendicato con forza la scelta di Arcavacata, definendola strategica per il futuro sanitario della provincia e strettamente legata allo sviluppo dell’Università della Calabria e della futura facoltà di Medicina.
Comitato No Scippo a Principe: “noi difendiamo Cosenza civilmente”
Il Comitato respinge le accuse di alimentare tensioni sociali e rivendica il proprio ruolo nella mobilitazione cittadina: “questo comitato non aizza la folla contro le persone. Invita i cittadini di Cosenza e della cintura urbana attorno ad essa, a protestare vivacemente ma in modo pacifico, civile e democratico”. Secondo il comitato No Scippo, indicare i responsabili di quello che definiscono “scippo” ai danni di Cosenza significherebbe semplicemente “informare correttamente i cittadini”.

L’affondo contro Sandro Principe
Il Comitato richiama inoltre alcune posizioni espresse in passato dallo stesso Sandro Principe durante la campagna referendaria contro la città unica: “in quella occasione Principe, rivolgendosi ai cittadini di Rende, definì Roberto Occhiuto un ‘dittatore’ prepotente, arrogante e antidemocratico che non rispettava la legalità e la democrazia. Un linguaggio quindi non diverso dal nostro”.
“Negare lo Scippo è una cosa politicamente grave. Noi siamo sicuri che a parti invertite avrebbe lottato come un leone per difendere la legalità ed i suoi cittadini”.

Il ricorso al Tar e la richiesta di stop agli annunci
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il ricorso presentato dal Comune di Cosenza al Tar contro lo spostamento dell’ospedale da Vaglio Lise ad Arcavacata. Per il Comitato, prima di dare per definitivo il progetto, si dovrebbe attendere il pronunciamento della giustizia amministrativa: “siccome esiste un ricorso del Comune di Cosenza al TAR, un amministratore con sensibilità democratica dovrebbe avvertire il dovere di attendere la risposta del TAR prima di fare annunci a ripetizione finalizzati a dare per scontato che lo spostamento è irreversibile”. Una condotta che il movimento definisce “una scorrettezza grave”.
“La sanità calabrese ha un dittatore”
Il Comitato attacca anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, contestando l’accentramento di poteri legato al suo doppio ruolo di governatore e commissario alla sanità: “tre cariche importantissime concentrate nelle mani di una sola persona che consentono a Roberto Occhiuto di gestire il 75% del bilancio regionale in deroga a tutte le leggi esistenti”.
“La sanità calabrese ha un dittatore. Un fatto di una gravità inaudita”. Secondo il comitato No Scippo, questi “pieni poteri” avrebbero “consentito a Roberto Occhiuto di scippare l’ospedale a Cosenza e portarlo ad Arcavacata”.



















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