Area Urbana
CHIESTE VERIFICHE
Cosenza: morte ‘sospetta’ di un detenuto in carcere, Garante e Camera penale «fare piena luce»
Dubbi sull’assistenza sanitaria prestata nelle ore precedenti al decesso nel carcere di via Popilia. La garante Emilia Corea e la Camera penale sollecitano verifiche su tempi dei soccorsi e presenza del medico di guardia

COSENZA – Dubbi e richieste di chiarimento sulla morte di un detenuto avvenuta nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza, in via Popilia, tra la notte di domenica 3 e lunedì 4 maggio. Dopo l’intervento della garante dei detenuti Emilia Corea, anche la Camera penale ha deciso di accendere i riflettori sulla vicenda, chiedendo verifiche approfondite sulle condizioni dell’assistenza sanitaria garantita all’interno dell’istituto penitenziario nelle ore del decesso.
Morte di un detenuto in carcere, le segnalazioni raccolte dalla garante
Nei giorni scorsi, la garante Emilia Corea aveva richiamato i principi costituzionali legati alla tutela della dignità umana e del diritto alla salute, evidenziando alcune criticità emerse da segnalazioni raccolte all’interno dell’istituto penitenziario. Secondo quanto riferito da alcuni detenuti presenti nella sezione «il medico di guardia non sarebbe stato presente al momento in cui la persona deceduta ha manifestato il grave malore che ne avrebbe successivamente determinato la morte».

Un altro elemento ritenuto particolarmente delicato riguarda il fatto che, sempre secondo le segnalazioni ricevute «il detenuto non sarebbe deceduto immediatamente». Circostanza che, secondo la garante, rende necessario «accertare con precisione la tempestività e l’adeguatezza dell’intervento sanitario prestato, verificando tempi dei soccorsi, presenza del medico di guardia ed eventuale attivazione delle procedure di emergenza previste».
La Camera penale chiede verifiche e un’ispezione
Sulla vicenda è intervenuta anche la Camera penale di Cosenza, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, chiedendo verifiche puntuali sulle eventuali responsabilità e sulle condizioni organizzative del servizio sanitario penitenziario. Il Consiglio direttivo della Camera penale ha inoltre protocollato un’istanza di autorizzazione per accedere alla struttura carceraria. La richiesta è stata indirizzata al direttore del carcere, al capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, al Provveditorato regionale della Calabria, al ministro della Giustizia e ai garanti dei detenuti della Regione Calabria e del Comune di Cosenza.
L’obiettivo è consentire a una delegazione composta da membri del direttivo e dell’Osservatorio “Carcere e diritti umani” di effettuare, entro il mese di maggio, un’ispezione congiunta all’interno dell’istituto penitenziario.

Chiarezza anche sull’autopsia
Tra i punti sui quali si chiedono chiarimenti vi è anche l’eventuale disposizione di accertamenti medico-legali da parte dell’autorità giudiziaria. La garante Emilia Corea e i penalisti cosentini vogliono sapere se sia stata disposta l’autopsia o altri esami utili a chiarire le cause del decesso. “All’esito del sopralluogo”, spiegano fonti vicine alla Camera penale, potrebbe anche essere valutata l’ipotesi di rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce sull’accaduto.
Per approfondire ulteriormente la vicenda, è stato fissato per giovedì 14 maggio un incontro tra la garante Emilia Corea e i rappresentanti della Camera penale di Cosenza. Al termine del confronto verranno valutate eventuali ulteriori iniziative. Il caso è stato rilanciato nelle ultime ore anche dall’associazione “Yairaiha Ets”, che ne ha parlato attraverso un post pubblicato sui social network.


















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