Area Urbana
Nuovo ospedale ad Arcavacata: «Per Cosenza desertificazione totale e fine dell’idea di sostenibilità ambientale»
Il Comitato spontaneo 31 ottobre sul fronte del no: spiega che cittadini e commercianti di Cosenza non vogliono “perdere l’ospedale hub in città” e che la scelta di Rende sarebbe un danno per tutti i cittadini di Rogliano, Malito, Grimaldi, Santo Stefano, Paterno, Dipignano, Carolei

COSENZA – Il nuovo ospedale di Cosenza continua a far discutere. Solo ieri il via libera al progetto di fattibilità del Comune di Rende con il sindaco Principe che rivendica il ruolo strategico della città.
Non ci sta il fronte del no ed il particolare il Comitato spontaneo 31 ottobre che dopo aver proposto un possibile referendum per dare ai cittadini di Cosenza la possibilità di esprimersi in merito, torna sull’argomento, precisando di aver attivato una serie di iniziative e incontri con commercianti e cittadini. “Nessuno di loro vuole perdere l’ospedale hub in città. La Calabria spende ogni anno 370 milioni di euro in emigrazione sanitaria. Il che significa che mancano circa duemila posti letto in tutta la regione. Tutto ciò fa capire che sarebbe del tutto possibile realizzare, come a Catanzaro, un policlinico universitario e potenziare l’hub anche come valenza clinica”.

Nuovo ospedale, il Comitato rilancia il vecchio progetto
“Per quanto riguarda la localizzazione del nuovo ospedale – precisa il Comitato – essa deve essere scelta dal consiglio comunale del capoluogo. I rilievi geologici su Vaglio Lise non sono di per sé una condanna, giacche è assolutamente prevedibile, ove mai la zona fosse a rischio idrogeologico, un intervento di contenimento. Per noi il progetto più bello era quello precedente, che riguardava l’attuale ospedale e arrivava sino al Mariano Santo. Un progetto che il comune di Cosenza potrebbe riconsiderare”.
“Ma andando oltre i tecnicismi, privare Cosenza finanche dell’ospedale, immaginando una cittadella della salute, significherebbe certificare la sua desertificazione totale. Tutto si sposterebbe verso nord con altre colate di cemento e con la fine dell’idea della sostenibilità ambientale. Cosenza deve riequilibrare lo sviluppo a sud e chi la amministra, così come chi amministra la Regione, ha la responsabilità morale di dover pensare al capoluogo”.

“Danno enorme per i cittadini dell’area urbana”
Lo spostamento del nuovo ospedale, spiega il Comitato sarebbe “un danno enorme anche per i cittadini di Rogliano, Malito, Grimaldi, Santo Stefano, Paterno, Dipignano, Carolei, Cerisano, Mendicino e tutta l’area sud. L’ospedale deve rimanere nel capoluogo ché è l’unico ad avere titolo per ospitarlo. Per la sua storia , per questioni logistiche, perché pensare ad Arcavacata significa non comprendere, tra le altre cose, l’enorme consumo di suolo e l’assenza di qualsiasi politica ambientale. – conclude – Cosenza deve difendere la sua identità di capoluogo e la sua insostituibilità”.




















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