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Approvato il regolamento sui centri sociali di Rende. Recuperati (per ora) Lanzino e Dattoli, ma Rossella Gallo attacca

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Approvato il regolamento sui centri sociali di Rende. Recuperati (per ora) Lanzino e Dattoli, ma Rossella Gallo attacca

L’approvazione del regolamento per il funzionamento dei centri di aggregazione sociale del Comune di Rende ha trovato il ‘no’ anche di Rossella Gallo che attacca “Non c’è una reale volontà di aiutare il terzo settore ma solo fare cassa”. La replica “Serve sostenibilità”

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Centro Sociale Roberta Lanzino Rende

RENDE –Approvato il regolamento sui centri sociali di Rende, terzo punto all’ordine del giorno del consiglio comunale di Rende. L’assessore al Welfare Daniela Ielasi ha evidenziato l’importanza dell’approvazione del regolamento dopo un lavoro lungo 11 mesi. “Parliamo di spazi esistenti ma completamente sottratti alla comunità. Quello che abbiamo trovato, quando ci siamo insediati, erano spazi adibiti a depositi, come ad esempio archivi arrangianti alla meno peggio da parte del Comune o di qualche scuola.

Centri sociali di Rende: recuperati Lanzino e Dattoli

«Quello che siamo riusciti a recuperare in questi pochi mesi sono due strutture: il Centro sociale Dattoli in periferia e il Centro Sociale Lanzino di cui abbiamo recuperato una parte. Ci sarà del lavoro da fare e ci saranno importanti interventi, ma dialogando con associazioni e cittadini stiamo rivitalizzandoI due centri dei quartieri Dattoli e Saporito, abbandonati per anni e utilizzati come depositi, sottratti alla fruizione collettiva e privati della loro funzione sociale a discapito di cittadini e associazioni, conosceranno adesso una fase di rinascita, grazie all’impegno diretto da parte del Comune, che ne assicurerà il funzionamento in collaborazione con le associazioni. Altri spazi saranno individuati e adibiti allo stesso scopo, nell’ottica di una distribuzione equa sul territorio.

Daniela Ielasi assessore Welfare Rende

Il regolamento e le associazioni

Dal Regolamento si evince che i protagonisti di questa rinascita saranno i cittadini stessi e le loro organizzazioni, che potranno proporre attività educative, culturali, ricreative, artistiche, nonché assemblee e servizi di prossimità e solidarietà sociale. Il regolamento permetterà di offrire alla comunità spazi di società, formazione e animazione socioculturali. I centri si qualificano come luoghi laici, aperti e inclusivi. Strutture per aggregare cantieri di elaborazione e sperimentazione della cittadinanza attiva e della promozione sociale a carattere interculturale e intergenerazionale.

centro sociale dattoli (1)

Aperto ad associazioni senza scopo di lucro

Sotto il profilo funzionale integreranno le iniziative sociale ed educative promosse dal comune di Rende con la partecipazione attiva di altri enti ed associazioni perseguiranno attività no profit e senza fine di lucro. L’obbiettivo del Comune è di promuovere il benessere della comunità, la coesione sociale, l’attivismo dei giovani, l’invecchiamento attivo, lo scambio fra culture e generazioni diverse. E’ previsto inoltre il coinvolgimento diretto degli utenti nella progettazione, gestione e valutazione degli interventi, anche attraverso forme di co-progettazione e co-programmazione con il Terzo Settore.

Rossella Gallo attacca “Privilegio per pochi”

Il regolamento ha visto il voto contrario della consigliera M5s e Sinistra per Rende a Rossella Gallo che ha motivato la scelta parlando di costi proibitivi per le associazioni e di imposizione padronale del Comune e di scatola neraun provvedimento per che segna un momento importante per la vita sociale della città ma che nella sua stesura definitiva ci lascia profondamenti delusi. In una precedente commissione consiliare congiunta era stata presentata una prima bozza su cui noi, con spirito costruttivo, avevamo fornito numerosi consigli migliorativi, sperando che avrebbero resto il regolamento più moderno e inclusivo. Leggendo invece il testo che avete portato oggi in aula per l’approvazione, è evidente che quei suggerimenti non sono stati affatto recepito”.

 

“Anzi – attacca la Gallo – a mio avviso il regolamento è persino peggiorato. Il primo paradosso di questo regolamento è che conti alla mano appare inutile e persino punitivo del mondo associativo. Abbiamo confrontato le tariffe qui previste con quelle delle altre sale comunali già a disposizione della cittadinanza come la Sala Tokio, la sala Sarajevo, la sala Internet del Museo del Presente, la biblioteca Civica di Quattromoglia….”

Rossella Gallo Centri sociale di Rende

“Non c’è una reale volontà di aiutare il terzo settore ma solo fare cassa”

In diversi casi queste ultime risultano addirittura più convenienti. Quando parlate di promozione sociale, cittadinanza attiva è superiore Non c’è una reale volontà di aiutare il terzo settore ma solo di fare cassa su chi prova a costruire comunità. Impossibile non notare nel testo come dietro dichiarazioni di intenti si nasconda un’imposizione profondamente padronale. L’amministratore non si pone come partner dei cittadini ma come un proprietario rigido che concede spazi con estrema diffidenza e attraverso una burocrazia asfissiante! Il diritto alla socialità viene trasformato in diritto per pochi”.

E la consigliera evidenzia che in alcuni punti del regolamento si fa riferimento a costi di cauzione che possono arrivare anche a 5mila euro, oltre a imporre polizze assicurative con massimali da 1,5 milioni che scoraggiando anzisbarrare la portaa gruppi informali di giovani, ai comitati di quartiere e piccole realtà di volontariato. State privatizzando indirettamente un bene comune, favorendo solo soggetti più forti e strutturati”.

La replica dell’assessore Ielasi  “Serve sostenibilità”

“Non so quale testo abbia letto, ma credo che ci sia profonda malafede nelle sue osservazioni. Abbiamo spiegato da dove veniamo e in che situazione abbiamo trovato quei centri sociali che senza in impegno da parte del Comune sarebbero rimasti il deposito che abbiamo trovato. So bene che costo hanno i centri sociali. Le associazioni che mi sono occupata di incontrare ci hanno chiesto proprio la presenza del Comune e non di essere lasciate a se stesse. I centri che andranno riattivati hanno dei costi e il fatto di stabilire dei ticket non è per tutte le sale ma per le sale eventi. Inoltre è prevista una riduzione del 50% della tariffa stabilita che è possibile comunque rivedere, per le associazioni del terzo Settore”.

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