Tirreno
SEQUESTRI E SANZIONI
Giro d’Italia “tarocco”: Finanza blocca 14mila gadget falsi, in occasione della tappa di Praia a Mare
Blitz della Guardia di Finanza di Cosenza contro il commercio irregolare in occasione della corsa rosa: sequestrati migliaia di articoli con il logo del Giro d’Italia 2026 e sanzioni per oltre 25mila euro

PRAIA A MARE (CS) – In occasione del 109° Giro d’Italia 2026, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha intensificato i controlli sul territorio per contrastare la vendita di prodotti contraffatti e fenomeni di “Ambush Marketing”, ovvero pubblicità e commercializzazione non autorizzate, ingannevoli o fraudolente legate all’evento sportivo. L’operazione rientra in un più ampio piano di tutela del mercato e dei consumatori, con particolare attenzione alla regolarità dei prodotti immessi in commercio durante grandi eventi pubblici.
Giro d’Italia, blitz dei finanzieri di Scalea
Nel corso dei controlli, i finanzieri di Scalea, in occasione della 5^ tappa Praia a Mare (CS) – Potenza, hanno individuato un soggetto non autorizzato alla vendita di gadget riconducibili alla manifestazione ciclistica. L’attività ha portato al sequestro di circa 14.000 articoli tra cappellini, t-shirt, borse, bandane e altri gadget riportanti il logo del Giro.

Sequestri e sanzioni per oltre 25mila euro
Oltre al sequestro della merce, è stata irrogata una sanzione amministrativa superiore a 25.000 euro. Secondo quanto accertato, i prodotti risultavano privi delle informazioni obbligatorie a tutela del consumatore, tra cui indicazioni in lingua italiana, dati dell’importatore e del distributore, origine e composizione, oppure riportavano caratteristiche non conformi a quanto dichiarato sulle confezioni.

La Guardia di Finanza ha sottolineato come l’assenza dei requisiti di conformità non solo alteri la concorrenza, rendendo i prodotti irregolari più competitivi rispetto a quelli ufficiali, ma possa anche rappresentare un rischio concreto per la salute e la sicurezza dei consumatori. In particolare, è stata evidenziata la potenziale pericolosità per i bambini qualora tali articoli fossero stati immessi sul mercato senza controlli adeguati.


















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