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Ospedale di Cosenza, l’appello al Vescovo: «la città rischia di essere privata dell’Annunziata»

Area Urbana

Il futuro dell’HUB

Ospedale di Cosenza, l’appello al Vescovo: «la città rischia di essere privata dell’Annunziata»

Il Comitato spontaneo 31 ottobre scrive a Monsignor Giovanni Checchinato chiedendo l’intervento della Chiesa sul futuro del presidio sanitario: “Cosenza non può essere ridotta a periferia”

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COSENZA – Una lettera aperta e rivolta al vescovo di Cosenza-Bisignano per chiedere alla Chiesa di prendere posizione sul futuro dell’ospedale dell’Annunziata. Il Comitato spontaneo 31 ottobre ha inviato un appello al vescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato, intervenendo nel dibattito sul futuro dell’ospedale HUB e sulla possibile perdita del presidio sanitario cittadino.

Appello al vescovo: “Cosenza rischia di essere privata del suo ospedale”

Nella lettera il Comitato denuncia quella che viene definita una progressiva marginalizzazione della città: “Eccellenza reverendissima – si legge nel documento – la città di Cosenza, sede del suo magistero, rischia di vedersi privata dell’ospedale eretto in onore della Madonna dell’Annunziata”. Per il Comitato, sarebbe tutto frutto di una scelta politica e territoriale che penalizzerebbe il capoluogo bruzio: “non in nome di un miglioramento dei servizi sanitari, che oggi in Italia e nel mondo occidentale sono appannaggio di una bieca privatizzazione. Ma in nome di una precisa volontà di discriminazione di una città”.

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Il richiamo alla storia e all’identità di Cosenza

Nel testo viene rivendicato il ruolo storico e culturale della città: “Cosenza è stata, è giusto ribadirlo, la seconda città per pregnanza culturale ai tempi del Regno delle Due Sicilie. Una città che ha un centro storico che oggi solo la Curia Arcivescovile mantiene vivo nel suo prestigio straordinario e unico nel panorama meridionale. Ciò che accade è frutto di decisioni oligopoliche, messe in mano a pochi e potenti, contro una massa che chiede di partecipare, di esserci, di fare sentire la propria voce”.

Secondo il Comitato, si starebbe imponendo una gestione autoreferenziale delle scelte strategiche sul territorio: “non è libertà quella che ignora il grido di un popolo e che amministra con la superbia di essere autoreferenziale e invulnerabile”. La lettera richiama il ruolo sociale della Chiesa e il magistero pastorale di monsignor Checchinato: “Ella, da saggio Pastore, conosce il pericolo dell’onnipotenza dell’Io che esclude il noi, che non tiene conto delle disuguaglianze sociali. Apprezziamo la sua sobrietà ma anche il coraggio più volte espresso di intervenire sulle questioni sociali e non vogliamo trascinarla in un dibattito politico ma chiedere il conforto della Chiesa”.

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“L’ospedale non è un totem”

Nel documento viene ribadita la centralità pubblica e sociale dell’ospedale dell’Annunziata: “L’ospedale non è un totem ma un luogo nato per la cura gratuita a chiunque. Noi non siamo contrari a un’integrazione tra università e città ma non vogliamo che Cosenza rimanga senza il suo presidio”.

“Una città che senza la presenza della Curia oggi sarebbe praticamente isolata, dopo avere perso la Prefettura nell’area sud e gran parte degli uffici della Provincia. Cosenza merita di continuare ad avere il suo ospedale in un sistema che integri le conoscenze, eviti le tensioni, alimenti la fiducia nei cittadini di poter essere attori protagonisti della democrazia civile e partecipata”.

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