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Anni di violenze in casa e paura per il figlio: a Castrovillari 2 anni di carcere al compagno violento

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Anni di violenze in casa e paura per il figlio: a Castrovillari 2 anni di carcere al compagno violento

A Castrovillari il tribunale ha confermato un quadro di maltrattamenti sistematici e anni violenze fisiche e psicologiche cotro una donna

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asp salma

CASTROVILLARI (CS) – Due anni e quattro mesi di reclusione. È la pena inflitta dal Tribunale di Castrovillari a L. A. P., 65 anni, riconosciuto colpevole di maltrattamenti e violenze reiterate ai danni della compagna B. M. N., 43 anni. La sentenza è stata pronunciata il 13 maggio scorso. All’imputato sono stati imposti anche il pagamento delle spese processuali e il risarcimento del danno alla parte civile.

La donna aveva sopportato anni di soprusi quotidiani, fisici e verbali. Troppo spaventata per denunciare, temeva per sé e per il figlio minore. Nel 2022 ha trovato il coraggio di presentarsi alle autorità e formalizzare la denuncia.

Il processo ha ricostruito con precisione le responsabilità dell’imputato attraverso un’istruttoria articolata. La sentenza stessa definisce la pena «esemplare ma dovuta», a fronte della gravità dei reati e della sistematicità dei comportamenti accertati.

Non è la prima tutela ottenuta dalla donna. Nel 2025 la Corte di Cassazione aveva già disposto l’affidamento esclusivo del figlio minore alla madre, sottraendo il bambino a quell’ambiente familiare. La sentenza penale del 13 maggio completa un percorso di protezione su due fronti: quello penale e quello civile.

A seguire la vittima dall’inizio sono stati gli avvocati Ettore Francesco Zagarese e Mariateresa Fontana. Hanno affiancato la cliente dalla fase delle indagini fino al dibattimento, costruendo un quadro probatorio che ha retto in sede sia penale sia civile. Garantendo alla cliente non solo una difesa tecnica rigorosa, ma anche il sostegno necessario ad affrontare un percorso giudiziario che, per chi è vittima di violenza domestica, può rivelarsi ulteriormente logorante. Senza quel tenace lavoro, difficilmente la Cassazione avrebbe disposto l’affidamento esclusivo del minore.

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