Calabria
Elezioni Amministrative 2026, sono 28 gli “impresentabili”. A Tropea due dei tre candidati a sindaco
Tra i nomi eccellenti della Commissione parlamentare Antimafia figurano diversi candidati alla carica di sindaco. A Tropea “impresentabili” Giovanni Macrì e Giuseppe Rodolico già ex primi sindaci

COSENZA – A poco meno di 5 giorni dalle Elezioni Amministrative 2026, la Commissione parlamentare Antimafia ha reso noto l’elenco dei candidati considerati “impresentabili” in vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. In totale, sono 28 i nominativi emersi dai controlli effettuati su 35 Comuni italiani. Le verifiche, come spiegato in aula, si basano sulle violazioni del codice di autoregolamentazione che i partiti politici si sono impegnati a rispettare. A leggere la lista ufficiale in commissione è stata la stessa presidente dell’organismo parlamentare, Chiara Colosimo.
In Calabria a Tropea impresentabili due candidati a sindaco su tre
Il dato più rilevante riguarda la presenza di diversi candidati alla carica di primo cittadino, in particolare in Sicilia e in Calabria. A Tropea per la Commissione Antimafia sono impresentabili Giovanni Macrì candidato sindaco per la lista “Forza Tropea” e Giuseppe Rodolico sfidante alla carica di sindaco per la lista “Insieme per Tropea” entrambi già ex primi cittadini.

Tra i nomi di spicco letti dalla presidente Colosimo figurano anche Luigi Gentile Candidato sindaco al Comune di Agrigento sostenuto da una coalizione che comprende le liste “Democrazia Cristiana”, “Noi Moderati-Partito Popolare Europeo-Sud chiama Nord”, “Lega-Agrigento” e la civica “Gentile sindaco di Agrigento-Prima l’Italia”, Alfio Pillera candidato sindaco al Comune di Randazzo (Catania) con la lista “Trasparenza e legalità – Freddy Pillera sindaco Randazzo”, Gianluca Giuseppe Anzalone: Candidato sindaco sempre a Randazzo per la lista “Si muove la città”, Concetta Carla Luisa Foti: Terza candidata alla carica di sindaco a Randazzo a finire nel report, sostenuta dalla lista “Responsabilità e futuro”.
I 35 comuni passati sotto la lente d’ingrandimento
L’attività di screening della Commissione Antimafia si è concentrata su 35 amministrazioni comunali chiamate al voto, con una particolare attenzione ai capoluoghi di provincia e, soprattutto, a quei centri che tornano alle urne dopo un periodo di commissariamento. Le verifiche hanno interessato i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e i principali centri urbani d’Italia.
L’elenco completo dei Comuni sottoposti a verifica comprende grandi centri e città capoluogo come: Agrigento, Andria, Arezzo, Avellino, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Messina, Pistoia, Prato, Reggio Calabria, Salerno, Trani, Venezia. I controlli hanno riguardato anche importanti comuni non capoluogo: Afragola, Cava de’ Tirreni, Ercolano, Faenza, Imola, Legnano, Marsala, Molfetta, Moncalieri, Portici, Viareggio, Vigevano.
Focus sui Comuni sciolti per mafia
Massima allerta è stata riservata ai territori reduci da gestioni commissariali straordinarie dovute a fenomeni di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso. Tra questi figurano: Cerva (Catanzaro), Melito di Napoli (Napoli), Quindici (Avellino), Randazzo (Catania) e Tropea (Vibo Valentia). E, come visto, proprio in questi ultimi due centri, Randazzo e Tropea, si concentra il focus principale dei candidati a sindaco segnalati dalla Commissione.


















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