Cronaca
Diffusione illecita
Divulgò dati sensibili di un collega. Ribaltata l’assoluzione di Cosenza, condanna civile per un dipendente FDC
Un dipendente di Ferrovie della Calabria è stato ritenuto responsabile a fini civili per la divulgazione illecita di dati personali. La Corte D’appello ribalta la sentenza assolutoria del tribunale di Cosenza e accoglie il ricorso di Alfredo Fusaro

CATANZARO – La Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Catanzaro — presieduta dal Presidente Battaglia e composta dai Consiglieri Fontanazza e Di Girolamo — ha ribaltato la precedente sentenza del Tribunale di Cosenza in merito alla vicenda che coinvolge due dipendenti delle Ferrovie della Calabria. All’esito dell’ultima camera di consiglio, i giudici di secondo grado hanno respinto le richieste del Procuratore Generale di udienza e del difensore dell’imputato, originario di Castrovillari, accogliendo integralmente l’impugnazione proposta dalla parte civile Alfredo Fusaro.
Fusaro, assistito legalmente dall’avvocato Pierluigi Pugliese con il coadiuvo del collega Gennaro Giordano, ha ottenuto il riconoscimento della responsabilità dell’imputato a fini civili. L’uomo è stato pertanto condannato al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, oltre alla rifusione delle spese processuali.
I fatti: dati sensibili e mail di pubblico dominio
Al centro della contestazione mossa nei confronti del dipendente di Ferrovie della Calabria e all’epoca componente della S.d.M.S. “Cesare Pozzo”, vi è la gestione illecita di informazioni strettamente private. Secondo quanto accertato, l’uomo aveva abusivamente acquisito e successivamente divulgato dati sensibili riguardanti i periodi di malattia e i registri di presenza in servizio di Alfredo Fusaro anch’egli dipendente di FDC.
La diffusione dei dati era avvenuta tramite l’invio di posta elettronica indirizzata ad altri due componenti della medesima sigla sindacale o associazione; in seguito, il contenuto di tali comunicazioni era divenuto di pubblico dominio. In primo grado, il Tribunale di Cosenza aveva emesso sentenza di assoluzione con formula dubitativa, spingendo la persona offesa a presentare ricorso in appello.
Il legame con il processo “Overture” e la piena riabilitazione
La vicenda si intreccia strettamente con un altro noto filone giudiziario della cronaca calabrese, l’inchiesta denominata processo “Overture“. Proprio all’interno di quel procedimento, Alfredo Fusaro, sempre difeso dall’avvocato Pierluigi Pugliese, è stato assolto con formula piena da tutte le imputazioni lo scorso 26 gennaio 2026 da parte della Corte d’Assise o d’Appello di secondo grado, una sentenza della quale si attende a breve il deposito ufficiale delle motivazioni.
«La Pronuncia odierna assume particolare rilievo restituendo, definitivamente, ad un Cittadino onesto e Dipendente probo di F.D.C. ed ex Presidente Regionale della “Cesarte Pozzo.” onorabilità, stima e decoro, personali e professionali».




















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