Ionio
LA STRAGE
Strage del minivan, 4 cadaveri carbonizzati ad Amendolara: due persone fermate
Sulla strage di Amendolara arriva una svolta grazie alle immagini di videosorveglianza del distributore carburante sulla 106, vagliate dalla Polizia: due le persone fermate e portate in Questura

AMENDOLARA (CS) – Due persone sarebbero state fermate per l’omicidio dei 4 braccianti di origine pakistana, rinvenuti in un minivan andato a fuoco in una stazione di rifornimento sul vecchio tracciato della Statale 106 jonica, nel territorio di Amendolara, nel Cosentino.
Si tratterebbe di due connazionali e, alla base del delitto potrebbe esserci un regolamento di conti. Secondo quanto emerso infatti, in mattinata ci sarebbe stata una lite ma i contorni restano da chiarire. Già dopo i primi rilievi, gli investigatori avevano ipotizzato si trattasse di un omicidio. Dalle prime informazioni, il mezzo sarebbe stato date alle fiamme utilizzando la stessa benzina del distributore.

Strage di Amendolara: la svolta grazie alle immagini di videosorveglianza
Gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, coordinati dalla Procura di Castrovillari guidata da Alessandro D’Alessio, avevano ipotizzato un omicidio, raccogliendo rapidamente elementi ritenuti decisivi per individuare i sospettati. Sul fatto che si sia trattato di un delitto dunque, non sembrano più esserci dubbi. Resta invece da chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, anche se tra le ipotesi al vaglio vi è quella più drammatica: i quattro braccianti agricoli pachistani potrebbero essere stati uccisi mentre si trovavano ancora all’interno del mezzo, poi dato alle fiamme. Inoltre, sempre secondo quanto emerso, vittime e autori del delitto pare viaggiassero tutti sullo stesso veicolo.

Fondamentali per la svolta investigativa sarebbero stati dunque, i filmati del sistema di videosorveglianza del distributore di carburante, che avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire le fasi precedenti all’incendio e di risalire ai presunti autori della strage.
Le indagini proseguono per accertare il movente e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Al momento gli investigatori continuano a privilegiare la pista riconducibile a contrasti maturati nell’ambiente dei migranti presenti nella zona, e improbabile un coinvolgimento della criminalità organizzata.



















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