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Eccidio di Amendolara, i vicini: «Bravissimi ragazzi». Sabato corteo Cgil con Landini
A Villapiana il ricordo dei vicini per i quattro braccianti uccisi ad Amendolara: “Erano ragazzi educati e riservati”. Intanto la CGIL annuncia una manifestazione sabato con corteo fino ad Amendolara

VILLAPIANA (CS) – Due giorni dopo la strage di Amendolara c’è silenzio in via Gramsci, a Villapiana, fuori dall’appartamento in cui al primo piano abitavano i quattro migranti uccisi. Gli altri due non si trovano più a casa.
“Bravissimi ragazzi che uscivano la mattina e tornavano la sera. Quando erano a casa era come se non si sentissero. Molto rispettosi ed educati”, raccontano i vicini. I ragazzi vivevano nell’appartamento da meno di due mesi. Uno dei quattro migranti uccisi “era solito, al rientro da lavoro, portare della frutta in dono al vicinato, soprattutto ai bambini”, racconta un vicino.
Due mazzi di fiori sono stati deposti nella stazione di servizio di Amendolara, al chilometro 395 della Strada statale 106 Jonica, in loro ricordo. All’interno dell’area posta sotto sequestro, delimitata dai sigilli, i resti della pompa di benzina andata in fiamme e una grande macchia scura, sull’asfalto, dove è stato appiccato il fuoco al mezzo in cui sono morti i braccianti.

Strage di Amendolara: sabato la manifestazione Cgil con Landini
Sabato si terrà una manifestazione della Cgil partendo dalla stazione di servizio dove sono stati uccisi i quattro braccianti proseguendo con un corteo fino ad arrivare in piazza ad Amendolara, nel Cosentino. Lo rende noto all’ANSA la segretaria generale Flai Cgil Pollino-Sibaritide Federica Pietramala spiegando che non è ancora stato confermato l’orario ma, con ogni probabilità, si terrà nel pomeriggio. Alla manifestazione parteciperà anche il segretario generale Maurizio Landini.
Libera: “Braccianti, vittime di un sistema malato dell’economia mafiosa”
“Ad Amendolara si è consumato l’ennesima tragedia annunciata, dove ancora una volta i braccianti sono vittime di un sistema che umilia, sfrutta e uccide. Un sistema malato, quello del caporalato, un ambito di quell’economia mafiosa che paga, quando paga, al di sotto delle tariffe stabilite dai contratti collettivi, con orari di lavoro senza limiti, riposi ridotti al minimo, e nessuna misura di sicurezza, comportando maggiori rischi di incidenti e infortuni mortali”. E’ quanto afferma la Segreteria regionale Libera Calabria.

“Un sistema criminale, come raccontato dal superstite della tragedia immane di Amendolara – è scritto in una nota – alimentato, beffardamente, da propri connazionali che diventano i primi carnefici. Un crimine che umilia le persone nel nome della logica del profitto, funzionale ad un’economia, anch’essa malata, che richiede manodopera a bassissimo costo così da poter abbassare i costi di produzione, creando una concorrenza criminale che penalizza le aziende sane a vantaggio di chi sfrutta e ricatta i lavoratori.
In tutto questo hanno facile gioco le mafie: quelle internazionali che gestiscono la tratta e quelle locali che controllano il caporalato o assoldano manodopera criminale a basso costo fra i disperati. Ma a prosperare è anche un sistema di illegalità che non è mafioso in senso stretto, eppure con le mafie condivide il disprezzo per la vita umana”.
“Purtroppo – afferma Libera – fatti non nuovi come raccontano i precedenti nella vicina Basilicata o le 36 inchieste che collocano la Calabria tra le prime regioni sul grave fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato nel settore agricolo e non solo”.


















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