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Dolore ad Acri per la morte di Luca Coschignano: 10 vittime in cinque mesi sulla Statale 106

Ionio

ENNESIMA TRAGEDIA

Dolore ad Acri per la morte di Luca Coschignano: 10 vittime in cinque mesi sulla Statale 106

L’ennesima tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’arteria calabrese e sulla necessità di accelerarne l’ammodernamento. Il cordoglio del sindaco di Acri, Pino Capalbo

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ACRI (CS) – Si chiamava Luca Coschignano, aveva 50 anni ed era di Acri, la decima vittima della Strada Statale 106 dall’inizio del 2026. Una nuova tragedia che si aggiunge alla lunga e dolorosa scia di sangue che continua a segnare una delle arterie più discusse e pericolose della Calabria. Di lui, amici e conoscenti raccontano tutti la stessa immagine: quella di una persona perbene, disponibile, generosa e rispettosa degli altri. Qualcuno lo descrive come un autentico “gigante buono“. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella famiglia, negli amici e in quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.

Dieci nomi, dieci famiglie distrutte

Con Luca Coschignano sale a dieci il numero delle persone che hanno perso la vita sulla Statale 106 dall’inizio dell’anno. Il suo nome si aggiunge a quelli di Giovanna Militano, Ivan Nicoletti, Renato Fantò, Umberto Scumaci, Giuseppe Franco, Antonietta Vivacqua, Bruno Morabito, Leonardo Marescalco e Pietro Aloisio.

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Dieci nomi che rappresentano molto più di una statistica. Dieci vite spezzate e dieci famiglie costrette a convivere con un dolore che nessuno dovrebbe mai essere chiamato a sopportare.

Il cordoglio della città di Acri

Tra i numerosi messaggi di vicinanza giunti nelle ore successive alla tragedia, anche quello del sindaco di Acri, Pino Capalbo, che ha voluto esprimere il sentimento dell’intera comunità acrese. “A nome mio, dell’Amministrazione Comunale e dell’intera comunità di Acri, desidero esprimere il più profondo e sentito cordoglio per la tragica scomparsa del nostro concittadino, rimasto vittima del drammatico incidente stradale avvenuto oggi sulla Statale 106”.

“In questo momento di grande dolore, ci stringiamo in un forte abbraccio alla famiglia, ai parenti e a tutti i suoi cari”. Parole che testimoniano la vicinanza di una città intera ai familiari di Luca Coschignano, colpiti da una perdita improvvisa e devastante.

Una strada ferma agli anni Settanta

L’ennesimo incidente mortale riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza della Statale 106 e del suo ammodernamento. Mentre in molte aree del Paese si viaggia su infrastrutture moderne, sicure e a quattro corsie, la Calabria continua a fare affidamento su una strada progettata negli anni Sessanta e realizzata negli anni Settanta, rimasta sostanzialmente invariata nonostante il traffico veicolare, il numero dei mezzi in circolazione e le esigenze di mobilità siano cresciuti in maniera esponenziale. Una infrastruttura concepita oltre mezzo secolo fa che oggi si trova a sostenere un carico ben diverso rispetto a quello per cui era stata progettata.

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Il ricordo di Luca e una speranza per il futuro

Alla famiglia di Luca Coschignano continuano ad arrivare messaggi di affetto e solidarietà da tutta la Calabria. La sua morte riapre una ferita che non si è mai rimarginata lungo la Statale 106 e riporta all’attenzione pubblica una questione che da anni attende risposte definitive. Una tragedia che rinnova una speranza condivisa: quella di non dover più aggiungere nuovi nomi a un elenco che continua ad allungarsi. Perché nessun’altra famiglia debba conoscere un dolore come questo.

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