Ionio
Strage dei braccianti, AIC pronta a costituirsi parte civile: «Respingiamo ogni forma di sfruttamento»
Il presidente Santoianni spiega che «costituirsi parte civile significa affermare che la nostra agricoltura respinge ogni forma di sfruttamento e intende difendere il proprio patrimonio di lavoro regolare, responsabilità sociale e rispetto della persona»

ROMA – L’Associazione Italiana Coltivatori, AIC, annuncia la volontà di costituirsi parte civile nell’ambito del procedimento relativo alla strage dei braccianti, avvenuta lunedì ad Amendolara nella quale quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita in circostanze drammatiche.

Strage dei braccianti, AIC: “Interroga l’intero mondo agricolo”
«Quanto accaduto ad Amendolara impone una risposta forte. L’Associazione Italiana Coltivatori intende costituirsi parte civile perché questa tragedia non riguarda solo le vittime e le loro famiglie, alle quali rinnoviamo il nostro cordoglio, ma interroga l’intero mondo agricolo e la coscienza civile del Paese», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’AIC.

«AIC intende seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda e assumere, nelle sedi competenti, ogni iniziativa utile a difendere l’immagine, la credibilità e la dignità dei nostri agricoltori», aggiunge Santoianni. «Su quei fatti dovrà essere fatta piena luce, accertando ogni responsabilità e ricostruendo fino in fondo il contesto in cui una vicenda così grave è maturata. Come organizzazione agricola non possiamo restare indifferenti».
AIC contro il caporalato
Questa azione si inserisce in una linea di impegno che l’Associazione Italiana Coltivatori porta avanti da tempo contro il caporalato e ogni forma di sfruttamento del lavoro agricolo, con l’obiettivo di rafforzare legalità e trasparenza lungo le filiere. «Costituirsi parte civile significa affermare con chiarezza che la nostra agricoltura respinge ogni forma di sfruttamento e intende difendere, anche sul piano giuridico, il proprio patrimonio di lavoro regolare, responsabilità sociale e rispetto della persona», conclude Santoianni.



















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