Area Urbana
Museo all'aperto
Il MAB su Corso Mazzini si arricchisce di 10 nuove opere. A breve le installazioni straordinarie dei maestri del 900
Il Comune di Cosenza ha ufficializzato l’affidamento del servizio di progettazione e installazione per i capolavori del Novecento ancora custoditi. Intervento di restauro e traslazione anche per la celebre “Stele in marmo bianco” di Sosno

COSENZA – Il MAB su Corso Mazzini (Museo all’aperto Bilotti) si prepara a cambiare volto e a completare il suo prestigioso percorso espositivo nel cuore pulsante della città di Cosenza. Con determinazione dirigenziale del Settore 4 (Cultura, Teatro, Spettacoli) guidato dal direttore Giuseppe Bruno, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente sbloccato i fondi e affidato il servizio per la progettazione e l’installazione di dieci opere d’arte integrative. L’intervento mira a valorizzare ulteriormente l’asse urbano compreso tra Piazza Bilotti, l’isola pedonale di Corso Mazzini e la testata di Piazza dei Bruzi, un’area strategica ad altissima attrattività turistica, commerciale e culturale.

MAB su Corso Mazzini: in arrivo capolavori del Novecento
Il Museo all’aperto, nato originariamente grazie alla storica donazione del mecenate Carlo F. Bilotti e vincolato dal Ministero della Cultura per il suo eccezionale interesse storico-artistico, ospita già firme del calibro di Dalì, De Chirico, Consagra, Manzù e Greco. Ad oggi, tuttavia, residuavano ancora dieci opere d’arte da installare. Grazie a questo nuovo provvedimento, i cittadini e i turisti potranno presto ammirare lungo l’isola pedonale i lavori di autorevoli maestri del Novecento italiano come Giacomo Balla, Gino Severini, Mario Sironi, Antonietta Raphael Mafai e Michele Zappino.
Le 10 nuove opere che saranno installate
Alle sculture di assoluto valore già presenti si andranno ad aggiungere: le tre Danseuses di Gino Severini, in bronzo, del 1962 (La “Foietteè”, “Relevèe sur Pointe”, e “Attitude”); “Linee forza del pugno di Boccioni”, del 1915, in ferro rosso, di Giacomo Balla; “Donna acefala seduta”, del 1937, in marmo nero marquinia, di Mario Sironi; “Figura femminile”, datata ‘900, di autore ignoto, di marmo bianco di Carrara.

Ancora, tre opere di Antonietta Raphael Mafai (“Uomo in bagno”, del 1949, in marmo grigio bardiglio, “Missione segreta”, del 1964, in marmo nero marquinia, e “Toro morente”, del 1937, in marmo nero marquinia. Decima ed ultima opera, “Nudo di donna” di Michele Zappino, del 1949, in bronzo
Il restauro della “Stele” di Sosno
Il progetto non prevede solo il posizionamento delle nuove sculture, ma include anche il trasferimento, la pulitura e la protezione impermeabilizzante delle superfici. Oltre all’esordio dei dieci nuovi capolavori, l’intervento prevede un importante intervento conservativo su un’opera già simbolo del Corso: il gruppo scultoreo della “Stele in marmo bianco” di Sasha Sosno già autore delle Tre Colonne doriche, dell’opera 7 di Cuori (foto in basso) e dei Due Guerrieri Antichi (Bronzi di Riace).

L’opera sarà sottoposta a un completo restauro e a una successiva traslazione. La gestione complessiva del servizio è stata affidata alla ditta specializzata Bretia Restauri dell’architetto Amedeo Lico, con sede a Rogliano, realtà che ha già maturato una specifica esperienza nel campo della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali. L’Amministrazione comunale ha stanziato per il progetto di installazione delle nuove opere del MAB una somma totale omnicomprensiva pari a 79.009,64 euro, interamente coperta dal bilancio dell’esercizio finanziario 2026.



















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